Vi consiglio di leggere questo articolo del giornalista Maurizio Ceccaioni:
http://www.di-roma.com/index.php/costume-a-societa/item/1362-dopo-il-crollo-dello-scorciavacche-2-polemiche-e-buoni-propositi
Ringrazio, prima di tutto, il giornalista Maurizio Ceccaioni, per avermi citata nel Suo bellissimo articolo, documentato in maniera precisa e circostanziata!
L'indagine geognostica è la prima a dover essere fatta quando si deve costruire qualsiasi tipo di manufatto e le risultanze devono essere tenute seriamente in conto sia nel progetto che nella successiva fase costruttiva, se non si vuole incorrere nei disastri ambientali e nel collasso delle infrastrutture, come riportato nell'articolo per l'importante dissesto dello "Scorciavacche 2", tra Palermo e Agrigento, e come è temibile che possa accadere a causa dei lavori della Metro C nella Tratta T3 e nelle immediate vicinanze del Colosseo e dei Monumenti dei Fori Roman, per quanto mi risulta non essendo stati tenuti in conto i possibili rischi di crollo a causa della natura del terreno e le opere eseguende, sottacendo la necessità e l'urgenza di ulteriori approfondimenti d'indagine, peraltro, rilevati sia dalla Regione Lazio che dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma per la Metro C, nella Tratta T3, ma anche in altre Tratte. Infatti, dai documenti esaminati e dal Parere Prot. N. 28818/09, emesso dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma è emerso che la medesima ha disposto “ulteriori prescrizioni”, chiedendone il relativo riscontro a ROMA METROPOLITANE S.r.l. e a ROMA CAPITALE, proprio per quanto riguarda l’interazione della Metro C con i Monumenti dei Fori e con il Colosseo. Dalla Nota RUP, infatti, non si rileva quanto risultato dalle ulteriori prescrizioni richieste e i provvedimenti conseguenti di salvaguardia dei Monumenti, tant'è che i lavori stanno proseguendo su Via dei Fori Imperiali con una fretta, che è sempre una cattiva consigliera!
Ulteriori accertamenti geognostici per la tutela e la salvaguardia dei Fori Romani e del Colosseo, sono urgentissimi, perchè allo stato attuale dell’arte le indagini svolte non hanno in alcun modo chiarito l’assenza di rischi per i Monumenti dei Fori Romani anche per eventi imprevedibili, come quelli naturali e che, pertanto, impongono lo “stop end” dei lavori della Metro C oltre San Giovanni nella Tratta T3 con questo progetto e una successiva variante di piano e di progetto, al fine di evitare rischi per l’impatto col battente idrico, di entità incalcolabile sia per l’ambiente che per i monumenti. Dall’"Appello per i possibili rischi di crolli per l'Anfiteatro Flavio a causa della Metro C", ripreso dagli otto Senatori del Movimento 5 Stelle, SERRA, AIROLA, LUCIDI, LEZZI, MANGILI, DE PIETRO, PUGLIA, BLUNDO con l'Interrogazione con carattere d'urgenza al Presidente del Consiglio e al Ministro per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo,
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&leg=17&id=00757624&part=doc_dc-allegatob_ab-sezionetit_ioccduasda151dr&parse=no&stampa=si&toc=n
cito solo: “Nessuno può infatti prevedere l’entità delle variazioni dei livelli di falda, causati dalla presenza dell’enorme struttura in cemento armato della Stazione, che si estenderebbe dal piano strada sino al profondo strato impermeabile delle argille plioceniche e che, pertanto, costituirebbe un incredibile ostacolo al libero fluire delle acque nel sottosuolo....”!
Quali le conseguenze? È facile immaginarle e non sarebbe che l'ennesimo caso di mala gestio, se non fosse che ci andrebbe di mezzo il Patrimonio Mondiale dell'Umanità, che ha resistito, indenne, a più di 2.000 anni storia, ha superato le guerre, i terremoti, gli sventramenti, ma non potrebbe mai farcela a superare la costruzione della Metro C nella Tratta T3!
I riflettori accesi dei media e della stampa potranno contribuire ad una seria riflessione sulla necessità che tutte le opere, infratturali e non, siano costruite nel rispetto dell'ambiente e delle sue leggi per non ricadere, continuamente, negli stessi errori di opere inutili o mal fatte, che crollano creando danni alle persone, all'economia e all'ambiente, che non perdona gli "sgarri" e si vendica, sempre!
venerdì 9 gennaio 2015
lunedì 29 dicembre 2014
Il treno Italia rimane fermo in stazione di Furio Colombo, Il Fatto Quotidiano 28.12.14 - COMMENTO
Nei primi anni dell’’800 la scoperta scientifica che il carbone poteva essere usato come fonte di energia per produrre il vapore, che avrebbe potuto far camminare l’omonima locomotiva a vapore non più a cavalli, ma, appunto, con la spinta dell’energia cinetica del vapore e che il carbone stesso poteva essere il combustibile per l’industria siderurgica, che avrebbe consentito di costruire i binari in ferro per il detto treno, diede un’importante impulso all’economia, che, da artigianale, divenne industriale: nacque, così, la Rivoluzione Industriale, che cambiò radicalmente la vita delle persone, rilanciando l’economia, i trasporti, gli scambi, creando, quindi, ricchezza.
Quindi per far ripartire il treno fermo, altro che riverniciatura dei vagoni, serve un’”idea di futuro”, chiara e con la strada ben delineata per raggiungere quel famoso obiettivo della crescita e della ripartenza dell’economia, che crea posti di lavoro e aumenta il PIL in modo stabile, senza togliere da una parte per mettere nell’altra (ndr. 80 euro!).
Serve, prima di tutto, che i vagoni, cioè quello della Giustizia, dell’Istruzione, del Lavoro, dell’Economia, etc. siano collegati gli uni agli altri in un’unico treno trainato dalla locomotiva, condotta da un “bravo macchinista”, che la porti verso la destinazione segnata sul la tabella in stazione e sul suo diario di bordo e che non proceda a tappe forzate, come si sta facendo dal Governo delle “Larghe Intese”, a quello dei “Tecnici”, a quello, attuale, dei “Nominati”, che procedono con “provvedimenti tampone”, per sanare le “falle” delle emergenze, continue, perchè ne sani una e ne esce fuori un’altra. Adesso è il turno della Gestione degli immigrati da parte del Ministero dell’ Interno, per il quale è necessaria una pianificazione dei flussi a livello non solo europeo, ma globale, come globale è l’economia dei mercati, che possono dare le giuste risposte agli inserimenti degli immigrati stessi in posti di lavoro, per i quali c’è richiesta e che fanno aumentare il PIL dei diversi Paesi, non dimentichiamolo!
Dai dati ISTAT si rileva che le prospettive per l’economia italiana riportano che nel 2014 si prevede un calo del PIL dello 0,3%, per il 2015 un aumento dello 0,5% e dell’1% per il 2016, che il 17% dei giovani lascia la scuola entro i 19 anni, che cala il tasso generale di disoccupazione giovanile, che scende di 0,3 punti percentuali, ma è nuovo picco nella fascia 15-24 anni dove i senza occupazione sono 710 mila. "Per tornare al 7 per cento servirebbero 2 milioni di posti entro il 2020", che a ottobre 2014 il tasso di disoccupazione è pari al 13,2%, +0,3 punti percentuali su settembre, troppi. La giustizia italiana registra una lunghezza dei processi, civili e penali, che allontanano gli investimenti italiani e stranieri delle imprese. Le statistiche culturali dicono che diminuisce la partecipazione culturale nel 2013. In calo il pubblico di spettacoli e intrattenimenti e in particolare di cinema, musei e mostre. Ricordo che l’Italia ha il patrimonio culturale più alto del Mondo. Le compravendite immobiliari e i mutui fanno registrare che nel II trim 2014 le convenzioni notarili diminuiscono del 3,1% in un anno. Le multinazionali estere in Italia nel 2012 sono 13.328 e occupano quasi 1,2 milioni di addetti. Le multinazionali italiane all’estero confermano una rilevante la presenza all’estero: 21.830 controllate nel 2012. Il commercio al dettaglio ci dice che ad ottobre 2014 le vendite sono stabili rispetto a settembre e che la diminuzione è dello 0,8% in un anno. Le “Prospettive per l’economia italiana” fanno prevedere nel 2014 un calo del PIL dello 0,3%, per il 2015 un aumento dello 0,5% e dell’1% per il 2016. I dati positivi arrivano dal commercio estero extra Ue, che a novembre 2014 dà il saldo : +2,7 miliardi di euro. Il commercio estero a ottobre 2014 dice che l’avanzo commerciale è di 5,4 miliardi (+3,8 miliardi a ottobre 2013). Le esportazioni dalle regioni italiane fanno registrare nel III trim 2014 che le esportazioni dell’Italia nord-occidentale sono: +2,3% su II trim 2014. Il quadro, che ne risulta, è di un Paese in recessione, ma che ha delle potenzialità attive, che ne possono determinare il cambio di passo.
Concludendo, la strada per il rilancio dell’economia in Italia passa per la tutela del Diritto, come disposto dalla Costituzione, senza cambiare le carte in tavola in corso di partita, altrimenti la partita si perde!
Le Imprese italiane “tirano”, nonostante tutto, anche quando delocalizzano, deve essere rilanciato il “Made in Italy”, ma, soprattutto: NIENTE, GRANDI OPERE INFRASTRUTTURALI, INUTILI E DANNOSE PER L’ECONOMIA: LA METRO C DI ROMA, IL PONTE SULLO STRETTO, LA TAV, ETC, “POZZI SENZA FONDO”, MA CHE IL “MANOVRATORE” UTILIZZI I FONDI PER PROGETTI NON INFRASTRUTTURALI, MA BEN STRUTTURATI CON INVESTIMENTI MIRATI NELLA GIUSTIZIA, NELLA SCUOLA, NEL LAVORO... SE SI VUOLE RIPARTIRE, ALTRIMENTI IL TRENO RIMANE IN STAZIONE E I PASSEGGERI, STREMATI, A TERRA!!!
Paola Giannone
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/28/treno-italia-rimane-fermo-in-stazione/1299810/
Quindi per far ripartire il treno fermo, altro che riverniciatura dei vagoni, serve un’”idea di futuro”, chiara e con la strada ben delineata per raggiungere quel famoso obiettivo della crescita e della ripartenza dell’economia, che crea posti di lavoro e aumenta il PIL in modo stabile, senza togliere da una parte per mettere nell’altra (ndr. 80 euro!).
Serve, prima di tutto, che i vagoni, cioè quello della Giustizia, dell’Istruzione, del Lavoro, dell’Economia, etc. siano collegati gli uni agli altri in un’unico treno trainato dalla locomotiva, condotta da un “bravo macchinista”, che la porti verso la destinazione segnata sul la tabella in stazione e sul suo diario di bordo e che non proceda a tappe forzate, come si sta facendo dal Governo delle “Larghe Intese”, a quello dei “Tecnici”, a quello, attuale, dei “Nominati”, che procedono con “provvedimenti tampone”, per sanare le “falle” delle emergenze, continue, perchè ne sani una e ne esce fuori un’altra. Adesso è il turno della Gestione degli immigrati da parte del Ministero dell’ Interno, per il quale è necessaria una pianificazione dei flussi a livello non solo europeo, ma globale, come globale è l’economia dei mercati, che possono dare le giuste risposte agli inserimenti degli immigrati stessi in posti di lavoro, per i quali c’è richiesta e che fanno aumentare il PIL dei diversi Paesi, non dimentichiamolo!
Dai dati ISTAT si rileva che le prospettive per l’economia italiana riportano che nel 2014 si prevede un calo del PIL dello 0,3%, per il 2015 un aumento dello 0,5% e dell’1% per il 2016, che il 17% dei giovani lascia la scuola entro i 19 anni, che cala il tasso generale di disoccupazione giovanile, che scende di 0,3 punti percentuali, ma è nuovo picco nella fascia 15-24 anni dove i senza occupazione sono 710 mila. "Per tornare al 7 per cento servirebbero 2 milioni di posti entro il 2020", che a ottobre 2014 il tasso di disoccupazione è pari al 13,2%, +0,3 punti percentuali su settembre, troppi. La giustizia italiana registra una lunghezza dei processi, civili e penali, che allontanano gli investimenti italiani e stranieri delle imprese. Le statistiche culturali dicono che diminuisce la partecipazione culturale nel 2013. In calo il pubblico di spettacoli e intrattenimenti e in particolare di cinema, musei e mostre. Ricordo che l’Italia ha il patrimonio culturale più alto del Mondo. Le compravendite immobiliari e i mutui fanno registrare che nel II trim 2014 le convenzioni notarili diminuiscono del 3,1% in un anno. Le multinazionali estere in Italia nel 2012 sono 13.328 e occupano quasi 1,2 milioni di addetti. Le multinazionali italiane all’estero confermano una rilevante la presenza all’estero: 21.830 controllate nel 2012. Il commercio al dettaglio ci dice che ad ottobre 2014 le vendite sono stabili rispetto a settembre e che la diminuzione è dello 0,8% in un anno. Le “Prospettive per l’economia italiana” fanno prevedere nel 2014 un calo del PIL dello 0,3%, per il 2015 un aumento dello 0,5% e dell’1% per il 2016. I dati positivi arrivano dal commercio estero extra Ue, che a novembre 2014 dà il saldo : +2,7 miliardi di euro. Il commercio estero a ottobre 2014 dice che l’avanzo commerciale è di 5,4 miliardi (+3,8 miliardi a ottobre 2013). Le esportazioni dalle regioni italiane fanno registrare nel III trim 2014 che le esportazioni dell’Italia nord-occidentale sono: +2,3% su II trim 2014. Il quadro, che ne risulta, è di un Paese in recessione, ma che ha delle potenzialità attive, che ne possono determinare il cambio di passo.
Concludendo, la strada per il rilancio dell’economia in Italia passa per la tutela del Diritto, come disposto dalla Costituzione, senza cambiare le carte in tavola in corso di partita, altrimenti la partita si perde!
Le Imprese italiane “tirano”, nonostante tutto, anche quando delocalizzano, deve essere rilanciato il “Made in Italy”, ma, soprattutto: NIENTE, GRANDI OPERE INFRASTRUTTURALI, INUTILI E DANNOSE PER L’ECONOMIA: LA METRO C DI ROMA, IL PONTE SULLO STRETTO, LA TAV, ETC, “POZZI SENZA FONDO”, MA CHE IL “MANOVRATORE” UTILIZZI I FONDI PER PROGETTI NON INFRASTRUTTURALI, MA BEN STRUTTURATI CON INVESTIMENTI MIRATI NELLA GIUSTIZIA, NELLA SCUOLA, NEL LAVORO... SE SI VUOLE RIPARTIRE, ALTRIMENTI IL TRENO RIMANE IN STAZIONE E I PASSEGGERI, STREMATI, A TERRA!!!
Paola Giannone
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/28/treno-italia-rimane-fermo-in-stazione/1299810/
giovedì 31 luglio 2014
METRO C, CORTE DEI CONTI: VERIFICARE LA STABILITA` DEL COLOSSEO.
Metro C: Corte dei Conti:
Verificare la stabilità del Colosseo.
(Il Il Ghirlandaio), Roma, 2 maggio (2013 )
... IN ATTESA DEGLI ESAMI DA SVOLGERE, SONO ANDATI AVANTI CON GLI SCAVI! ...
QUALE SARA` LA SORTE DEL COLOSSEO, SETTIMA MERAVIGLIA DEL MONDO DAL 2008 E INSERITA COME TUTTA LA CITTA` DI ROMA, ENTRO LE MURA AURELIANE, TRA I SITI UNESCO: PATRIMONIO MONDIALE DELL'UMANITA?
http://www.ilghirlandaio.com/top-news/77932/metro-c-corte-dei-conti-verificare-la-stabilit-del-colosseo/
Verificare la stabilità del Colosseo.
(Il Il Ghirlandaio), Roma, 2 maggio (2013 )
... IN ATTESA DEGLI ESAMI DA SVOLGERE, SONO ANDATI AVANTI CON GLI SCAVI! ...
QUALE SARA` LA SORTE DEL COLOSSEO, SETTIMA MERAVIGLIA DEL MONDO DAL 2008 E INSERITA COME TUTTA LA CITTA` DI ROMA, ENTRO LE MURA AURELIANE, TRA I SITI UNESCO: PATRIMONIO MONDIALE DELL'UMANITA?
http://www.ilghirlandaio.com/top-news/77932/metro-c-corte-dei-conti-verificare-la-stabilit-del-colosseo/
martedì 29 luglio 2014
RIFORMA DEL SENATO
Partecipate ai lavori della Riforma del Senato della Repubblica Italiana.
Questo è il link: http://goo.gl/jONKY1
Questo è il link: http://goo.gl/jONKY1
mercoledì 2 luglio 2014
PRESIDENTE COMMISSIONE PETIZIONI PARLAMENTO EUROPEO:PETIZIONE N° 1140/2013. INDAGINE PRELIMINARE.www.change.org
FIRMATE! FIRMATE! CONTINUATE A FAR FIRMARE DOPO AVER LETTO: METRO C - PUNTI CRITICI! NON C'È NESSUNA CORRISPONDENZA TRA DICHIARAZIONI D'INTENTI E LAVORI ESEGUITI NELLA TRATTA T3!
Tratta T3 - Il perche` dei tanti NO e le risposte ... che daremo insieme: cittadini, Associazioni e Istituzioni!
Metropolitana di Roma, Linea C: Tratte T3, T4, T5, T6 e T7
No alla Metro C nella Tratta T3 senza il rispetto della Costituzionene della Repubblica Italiana, Principi Fondamentali, art. 9, art. 32, 42, 117 e 118.
No al mancato rispetto dei ddcreti di Vincolo del 22 giugno 1991 e del 20 dicembre 2001.
No al mancato rispetto del G.U., Serie Generale n. 145 del 22 - 6 - 201, "Disposizioni finali".
Etc....
Costruttore: ROMA METROPOLITANE S.P.A. e General Contractor .
PUNTI CRITICI GLI ATTI DI TUTELA DISPOSTI DALLA NORMATIVA
_____________________________________________________________________________
La "Carta della Qualità" La "Carta della Qualità", pubblucata sul sito della Soprintendenza e i Decreti di Vincolo: per i Beni Archeologici di Roma, contiene i Siti Archeologici del centro:
22 giugno 1991 Colosseo, Foro Romano e Palatino, Domus Aurea, Terme di Caracalla, 20 dicembre 2001 Piramide Cestia. La "Carta della Qualità" promuove la valorizzazione D.lgs. n. 42/04, art.10, f) del Patrimonio Culturale in essi conservato.
_____________________________________________________________________________Il "Codice dei Beni Culturali La tutela dei Fori Romani e` disposta oltre che dall'art. 9 dei Prncipi Ambientali, l, n, 42/04 e le Fobdamentali della Costituzione della Repubblica Italiana anche dalle altre leggi di tutela. D.lgs n. 490/99, oltre che dall'art. 10 e dall'art. 21 del D.lgs n. 42/04.
Il Patrimonio Mondiale dell'Umanità è sottoposto anche alla tutela dell'UNESCO - World Heritage Centre Convention, concerning the Protection of the World Cultural and Natural Heritage.
Ai sensi dell’articolo 16 delle Norme Tecniche di Attuazione del Nuovo Piano Regolatore Generale, approvato dal Consiglio Comunale con Deliberazione 18 del 12 febbraio 2008 e pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio il 14 marzo 2008, alla Sovraintendenza è demandato il compito di esprimere parere preventivo di competenza su progetti edilizi ed urbanistici, laddove non siano interessati elementi tutelati per legge (Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 - "Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137").
In particolare il parere riguarda la compatibilità dei progetti presentati con le indicazioni contenute negli elaborati G1 (Carta per la Qualità) e G2 (Guida per la qualità degli interventi), come specificamente definito dall’art. 16 delle Norme Tecniche di Attuazione.
_____________________________________________________________________________
PARERI URBANISTICI EDILIZI:
REGIONE LAZIO, Relazione istruttoria, procedura V.I.A., regionale di Roma linea C - Prot. N. D2/2A/04/87729 del 17
Giugno 2003 e espressione del parere di competenza:
Metropolitana di Roma, Linea C Tratta T3 S. Giovanni-Fori Imperiali. Progetto Definitivo - CdS 23.10.2009.
PUNTI CRITICI: GLI ATTI DI TUTELA PRESENTATI
Agli atti ci sono solo Pareri endoprocedimentali. Nella V.I.A., pag, 17, per
Tratta T2 c'è scritto: Presenta una accentuata sensibilita` di impatto per NULLA OSTA le preesistenze storiche e le otenzialità archeologiche, che si è cercato di risolvere con la scelta tipologica per il tracciato e le stazioni del
"modello Roma".....Gli impatti piu` rilevanti riguardano le stazioni.
Fattori d'impatto:
- l'archeologia;
- il regime vincolistico sui beni architettonici (ex lege 1089/39);
- la stabilità ddgli edifici, relativamente all'epoca di costruzione della
porzione di territorio interessata;
- la viabilità e ka cantierizzazione, per le porzioni di strade o piazze che
saranno ibteressate dai cantieri;
- le interferenze con i pubblici servizi, per la presenza di una quantità
considerevoli di passaggi dorsali;
- l'acustica, per i possibili dusagi arrecati in fase di realuzzazione.
Tratta T3: Le caratteristiche storico-monumentali sono analoghe alla tratta precedente, per la predominanza delle vestigia mperiali sulla stazione Colosseo e la presenza della cinta muraria presso Porta Metronia. Si ricorda che la tratta T3 è stata già presentata, ma, a causa del prolungamento della linea fino a Venezia e lo spostamento del tracciato nel tratto inerente la fermata AmbaAradam, è necessario ripresentare lo studio preliminare ai sensi della legge 443/01 - Legge Obiettivo
Fattori d'impatto:
- l'archeologia, per la predominanza di scavi relativi all' epoca romana nella zona dei Fori Imperialie la vici-nanza con le Mura Aureliane alla fermata Amba Aradam;
Mitigazioni e compensazioni:
Stazione Venezia
• Ripristino dello stato attuale
Stazione Colosseo:
• Riqualificazione dello spazio urbano
• realizzazione del Museo dei Fori su Via dei Fori Imperiali.
Stazione Amba Aradam
• Riqualificazione dello spazio urbano.
Nel Parere endoprocedimentale n. 28812/09, emesso dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma c'è scritto:
Colosseo. E' necessario procedere a ulteriori verifiche, finalizzati all'elaborazione di principi progettuali utili.
Arch. Paola Giannone
PRESIDENTE COMMISSIONE PETIZIONI PARLAMENTO EUROPEO-PETIZIONE N° 1140/2013. INDAGINI PRELIMINARI.www.change.org
da Paola Giannone » mer 2 lug 2014, 9:11
Diretta a PRESIDENTE COMMISSIONE PETIZIONI PARLAMENTO EUROPEOPETIZIONE N. 1140/2013 - PETITION TO THE WORLD HERITAGE COMMITTEE – UNESCO - QUESTIONI SOLLEVATE RICEVIBILI. INDAGINE PRELIMINARE.PAOLA GIANNONE
A seguito della comunicazione, datata 30.04.2014, nella quale c’è scritto che:
"la Presidente della Commissione per le Petizioni del Parlamento europeo mi ha comunicato che “la Commissione per le Petizioni del Parlamento europeo ha esaminato la Sua Petizione e ha ritenuto le questioni da Lei sollevate ricevibili, a norma del Regolamento del Parlamento europeo, in quanto si tratta di una materia che rientra nell'ambito delle attività dell'Unione europea". "La Commissione ha, quindi, avviato l'esame della Petizione e ha deciso di chiedere alla Commissione europea di svolgere un'indagine preliminare sui vari aspetti del problema. La Commissione per le Petizioni proseguirà l'esame non appena le saranno pervenute le informazioni necessarie.".
"Commissione per le petizioni, La Presidente.".
La sottoscritta Prof.ssa Paola Giannone e I Sostenitori firmatari chiedono che SIANO SVOLTE INDAGINI URGENTISSIME, da parte della COMMISSIONE PER LE PETIZIONI DEL PARLAMENTO EUROPEO, GIA’ PRESIEDUTA DALL’ON. ERMINIA MAZZONI, essendo veramente a rischio e già seriamente compromesso il Patrimonio Mondiale dell’Umanità dei Fori Romani e dell’Anfiteatro Flavio a Roma al fine di altrettanti URGENTISSIMI PROVVEDIMENTI DELLA COMMISSIONE PER LE PETIZIONI DEL PARLAMENTO EUROPEO PER LA TUTELA E LA SALVAGUARDIA DEL FORO ROMANO E DEL COLOSSEO A RISCHIO A CAUSA DEI LAVORI DELLA METRO C A ROMA, ILLEGGITTIMAMENTE ESEGUITI, SENZA IL RISPETTO DEI DIRITTI DISPOSTI DALLA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA, ART. 9 DEI PRINCIPI FONDAMENTALI, ART. 32, 43, 117 E 118, DALLE L. 42/04, L. 1049/89, D.lgs 490/99, DECRETI DI VINCOLO DEL 22 GIUGNO 1991 E DEL 20 DICEMBRE 2001, ETC. E DALLA NORMATIVA INTERNAZIONALE, IN PARTICOLARE IN QUESTO CASO PER QUELLI DICHIARATI “ PATRIMONIO MONDIALE DELL'UMANITA'” DALL'UNESCO UNESCO – World heritage Centre Convention Concerning the Protection of the World Cultural and Natural Heritage – whc.unesco.org/en/conventi
Arch. Paola Giannone
Lettera a: PRESIDENTE COMMISSIONE PETIZIONI PARLAMENTO EUROPEOPETIZIONE N. 1140/2013 - PETITION TO THE WORLD HERITAGE COMMITTEE – UNESCO - QUESTIONI SOLLEVATE RICEVIBILI. INDAGINE PRELIMINARE.
Tratta T3 - Il perche` dei tanti NO e le risposte ... che daremo insieme: cittadini, Associazioni e Istituzioni!
Metropolitana di Roma, Linea C: Tratte T3, T4, T5, T6 e T7
No alla Metro C nella Tratta T3 senza il rispetto della Costituzionene della Repubblica Italiana, Principi Fondamentali, art. 9, art. 32, 42, 117 e 118.
No al mancato rispetto dei ddcreti di Vincolo del 22 giugno 1991 e del 20 dicembre 2001.
No al mancato rispetto del G.U., Serie Generale n. 145 del 22 - 6 - 201, "Disposizioni finali".
Etc....
Costruttore: ROMA METROPOLITANE S.P.A. e General Contractor .
PUNTI CRITICI GLI ATTI DI TUTELA DISPOSTI DALLA NORMATIVA
_____________________________________________________________________________
La "Carta della Qualità" La "Carta della Qualità", pubblucata sul sito della Soprintendenza e i Decreti di Vincolo: per i Beni Archeologici di Roma, contiene i Siti Archeologici del centro:
22 giugno 1991 Colosseo, Foro Romano e Palatino, Domus Aurea, Terme di Caracalla, 20 dicembre 2001 Piramide Cestia. La "Carta della Qualità" promuove la valorizzazione D.lgs. n. 42/04, art.10, f) del Patrimonio Culturale in essi conservato.
_____________________________________________________________________________Il "Codice dei Beni Culturali La tutela dei Fori Romani e` disposta oltre che dall'art. 9 dei Prncipi Ambientali, l, n, 42/04 e le Fobdamentali della Costituzione della Repubblica Italiana anche dalle altre leggi di tutela. D.lgs n. 490/99, oltre che dall'art. 10 e dall'art. 21 del D.lgs n. 42/04.
Il Patrimonio Mondiale dell'Umanità è sottoposto anche alla tutela dell'UNESCO - World Heritage Centre Convention, concerning the Protection of the World Cultural and Natural Heritage.
Ai sensi dell’articolo 16 delle Norme Tecniche di Attuazione del Nuovo Piano Regolatore Generale, approvato dal Consiglio Comunale con Deliberazione 18 del 12 febbraio 2008 e pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio il 14 marzo 2008, alla Sovraintendenza è demandato il compito di esprimere parere preventivo di competenza su progetti edilizi ed urbanistici, laddove non siano interessati elementi tutelati per legge (Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 - "Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137").
In particolare il parere riguarda la compatibilità dei progetti presentati con le indicazioni contenute negli elaborati G1 (Carta per la Qualità) e G2 (Guida per la qualità degli interventi), come specificamente definito dall’art. 16 delle Norme Tecniche di Attuazione.
_____________________________________________________________________________
PARERI URBANISTICI EDILIZI:
REGIONE LAZIO, Relazione istruttoria, procedura V.I.A., regionale di Roma linea C - Prot. N. D2/2A/04/87729 del 17
Giugno 2003 e espressione del parere di competenza:
Metropolitana di Roma, Linea C Tratta T3 S. Giovanni-Fori Imperiali. Progetto Definitivo - CdS 23.10.2009.
PUNTI CRITICI: GLI ATTI DI TUTELA PRESENTATI
Agli atti ci sono solo Pareri endoprocedimentali. Nella V.I.A., pag, 17, per
Tratta T2 c'è scritto: Presenta una accentuata sensibilita` di impatto per NULLA OSTA le preesistenze storiche e le otenzialità archeologiche, che si è cercato di risolvere con la scelta tipologica per il tracciato e le stazioni del
"modello Roma".....Gli impatti piu` rilevanti riguardano le stazioni.
Fattori d'impatto:
- l'archeologia;
- il regime vincolistico sui beni architettonici (ex lege 1089/39);
- la stabilità ddgli edifici, relativamente all'epoca di costruzione della
porzione di territorio interessata;
- la viabilità e ka cantierizzazione, per le porzioni di strade o piazze che
saranno ibteressate dai cantieri;
- le interferenze con i pubblici servizi, per la presenza di una quantità
considerevoli di passaggi dorsali;
- l'acustica, per i possibili dusagi arrecati in fase di realuzzazione.
Tratta T3: Le caratteristiche storico-monumentali sono analoghe alla tratta precedente, per la predominanza delle vestigia mperiali sulla stazione Colosseo e la presenza della cinta muraria presso Porta Metronia. Si ricorda che la tratta T3 è stata già presentata, ma, a causa del prolungamento della linea fino a Venezia e lo spostamento del tracciato nel tratto inerente la fermata AmbaAradam, è necessario ripresentare lo studio preliminare ai sensi della legge 443/01 - Legge Obiettivo
Fattori d'impatto:
- l'archeologia, per la predominanza di scavi relativi all' epoca romana nella zona dei Fori Imperialie la vici-nanza con le Mura Aureliane alla fermata Amba Aradam;
Mitigazioni e compensazioni:
Stazione Venezia
• Ripristino dello stato attuale
Stazione Colosseo:
• Riqualificazione dello spazio urbano
• realizzazione del Museo dei Fori su Via dei Fori Imperiali.
Stazione Amba Aradam
• Riqualificazione dello spazio urbano.
Nel Parere endoprocedimentale n. 28812/09, emesso dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma c'è scritto:
Colosseo. E' necessario procedere a ulteriori verifiche, finalizzati all'elaborazione di principi progettuali utili.
Arch. Paola Giannone
PRESIDENTE COMMISSIONE PETIZIONI PARLAMENTO EUROPEO-PETIZIONE N° 1140/2013. INDAGINI PRELIMINARI.www.change.org
da Paola Giannone » mer 2 lug 2014, 9:11
Diretta a PRESIDENTE COMMISSIONE PETIZIONI PARLAMENTO EUROPEOPETIZIONE N. 1140/2013 - PETITION TO THE WORLD HERITAGE COMMITTEE – UNESCO - QUESTIONI SOLLEVATE RICEVIBILI. INDAGINE PRELIMINARE.PAOLA GIANNONE
A seguito della comunicazione, datata 30.04.2014, nella quale c’è scritto che:
"la Presidente della Commissione per le Petizioni del Parlamento europeo mi ha comunicato che “la Commissione per le Petizioni del Parlamento europeo ha esaminato la Sua Petizione e ha ritenuto le questioni da Lei sollevate ricevibili, a norma del Regolamento del Parlamento europeo, in quanto si tratta di una materia che rientra nell'ambito delle attività dell'Unione europea". "La Commissione ha, quindi, avviato l'esame della Petizione e ha deciso di chiedere alla Commissione europea di svolgere un'indagine preliminare sui vari aspetti del problema. La Commissione per le Petizioni proseguirà l'esame non appena le saranno pervenute le informazioni necessarie.".
"Commissione per le petizioni, La Presidente.".
La sottoscritta Prof.ssa Paola Giannone e I Sostenitori firmatari chiedono che SIANO SVOLTE INDAGINI URGENTISSIME, da parte della COMMISSIONE PER LE PETIZIONI DEL PARLAMENTO EUROPEO, GIA’ PRESIEDUTA DALL’ON. ERMINIA MAZZONI, essendo veramente a rischio e già seriamente compromesso il Patrimonio Mondiale dell’Umanità dei Fori Romani e dell’Anfiteatro Flavio a Roma al fine di altrettanti URGENTISSIMI PROVVEDIMENTI DELLA COMMISSIONE PER LE PETIZIONI DEL PARLAMENTO EUROPEO PER LA TUTELA E LA SALVAGUARDIA DEL FORO ROMANO E DEL COLOSSEO A RISCHIO A CAUSA DEI LAVORI DELLA METRO C A ROMA, ILLEGGITTIMAMENTE ESEGUITI, SENZA IL RISPETTO DEI DIRITTI DISPOSTI DALLA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA, ART. 9 DEI PRINCIPI FONDAMENTALI, ART. 32, 43, 117 E 118, DALLE L. 42/04, L. 1049/89, D.lgs 490/99, DECRETI DI VINCOLO DEL 22 GIUGNO 1991 E DEL 20 DICEMBRE 2001, ETC. E DALLA NORMATIVA INTERNAZIONALE, IN PARTICOLARE IN QUESTO CASO PER QUELLI DICHIARATI “ PATRIMONIO MONDIALE DELL'UMANITA'” DALL'UNESCO UNESCO – World heritage Centre Convention Concerning the Protection of the World Cultural and Natural Heritage – whc.unesco.org/en/conventi
Arch. Paola Giannone
Lettera a: PRESIDENTE COMMISSIONE PETIZIONI PARLAMENTO EUROPEOPETIZIONE N. 1140/2013 - PETITION TO THE WORLD HERITAGE COMMITTEE – UNESCO - QUESTIONI SOLLEVATE RICEVIBILI. INDAGINE PRELIMINARE.
venerdì 30 maggio 2014
Blitz della Finanza a Roma Metropolitane, www.iltempi.it - Acquisiti i documenti sull'aumento dei costi per la linea C. Interrogato il presidente Palombi.
Un blitz durato più di 8 ore per acquisire documenti e deposizioni necessarie a far luce sulla spinosa vicenda della linea C della metropolitana. Martedì scorso la Guardia di Finanza è entrata nella sede di Roma Metropolitane, dove oltre a portar vita le copie originali di diversi atti, i militari hanno anche interrogato a lungo il presidente della municipalizzata, Massimo Palombi, e il direttore generale, Luigi Napoli. Un’operazione, quella delle Fiamme Gialle, portata avanti su ordine del sostituto procuratore generale della Corte dei Conti, Paolo Crea.
L’indagine fa riferimento ad un’inchiesta aperta nel corso del 2014 dalla magistratura contabile sui maggiori costi riconosciuti da Roma Capitale a Metro C scpa, il consorzio d’imprese che si sta occupando di realizzare la terza linea della metro. Scorrendo la lista dei documenti sequestrati e leggendo il verbale delle dichiarazioni rilasciate dal presidente Palombi, i magistrati sembrerebbero essersi concentrati sulle presunte irregolarità, denunciate a più riprese anche dal Collegio sindacale della società comunale, che riguarderebbero l’atto transattivo del dicembre 2012 e, soprattutto, l’atto attuativo del 9 settembre 2013, del valore complessivo di quasi 300 milioni di euro. Entrambi gli accordi furono firmati nel settembre scorso da Roma Metropolitane e Metro C scpa e controfirmato da Roma Capitale, dalla Regione Lazio e dal Ministero dei Trasporti. Attraverso questi atti, il Campidoglio si rese di fatto disponibile al pagamento dei maggiori costi (3,75%) richiesti dal Consorzio, nonostante gli oltre 3,5 miliardi di euro già spesi per la realizzazione parziale della linea. Parliamo, come detto, di circa 300 milioni di euro di fondi Cipe, di cui 230 milioni relativi al contenzioso aperto nel 2011 e ulteriori 70 milioni contenuti nell’accordo del settembre scorso.
I militari hanno acquisito, tra l’altro, non solo gli atti e le fatture a loro collegate, ma anche la delibere della Giunta capitolina del 13 novembre 2013 con cui si ordinò il pagamento. Via libera che fu dato il successivo 29 novembre dal Capo della Ragioneria Generale, Maurizio Salvi, al termine di una lunghissima battaglia politica fra l’assessore alla Mobilità, Guido Improta, e l’allora assessore al Bilancio, Daniela Morgante, quest’ultima assolutamente contraria al pagamento. Battaglia che terminò con il sindaco Ignazio Marino che si incaricò personalmente di esautorare la Morgante spostando le responsabilità sul titolare ai Trasporti.
Nel cd consegnato ai finanzieri, anche il lodo definitivo del 16 dicembre 2013, l’atto di transazione con la presa d’atto da parte del Cipe e la determinazione dirigenziale di Roma Metropolitane del 15 gennaio che ha permesso il passaggio materiale dei soldi nelle casse del Consorzio Metro C, insieme a tutte le fatture di pagamento. «A tutt’oggi - ha dichiarato i presidente Palombi ai militari che lo hanno interrogato - a fronte dell’Atto Attuativo è stato corrisposto al Contraente Generale unicamente l’importo complessivo di euro 211.976.157 di cui alla fattura emessa da Metro C 170/2013. Rispetto a tale fattura residua, il pagamento della quota di competenza della Regione Lazio pari ed euro 12.334.687 non ancora accreditata da parte di Roma Capitale. Nessun pagamento è intervenuto a fronte delle fatture n. 8/2014 (ovvero 4.017.886 euro, ndr) e 15/2014 (1.784.929 euro, ndr)». Già a novembre, il procuratore regionale della Corte dei Conti, Raffaele De Dominicis, aveva annunciato l’apertura di tre inchieste sulla Metro C, dai ritardi nella realizzazione delle opere, ai rischi archeologici attorno al Colosseo fino alla regolarità delle varianti. Questo blitz, però, sarebbe collegato ad un ulteriore filone.
Vincenzo Bisbiglia
L’indagine fa riferimento ad un’inchiesta aperta nel corso del 2014 dalla magistratura contabile sui maggiori costi riconosciuti da Roma Capitale a Metro C scpa, il consorzio d’imprese che si sta occupando di realizzare la terza linea della metro. Scorrendo la lista dei documenti sequestrati e leggendo il verbale delle dichiarazioni rilasciate dal presidente Palombi, i magistrati sembrerebbero essersi concentrati sulle presunte irregolarità, denunciate a più riprese anche dal Collegio sindacale della società comunale, che riguarderebbero l’atto transattivo del dicembre 2012 e, soprattutto, l’atto attuativo del 9 settembre 2013, del valore complessivo di quasi 300 milioni di euro. Entrambi gli accordi furono firmati nel settembre scorso da Roma Metropolitane e Metro C scpa e controfirmato da Roma Capitale, dalla Regione Lazio e dal Ministero dei Trasporti. Attraverso questi atti, il Campidoglio si rese di fatto disponibile al pagamento dei maggiori costi (3,75%) richiesti dal Consorzio, nonostante gli oltre 3,5 miliardi di euro già spesi per la realizzazione parziale della linea. Parliamo, come detto, di circa 300 milioni di euro di fondi Cipe, di cui 230 milioni relativi al contenzioso aperto nel 2011 e ulteriori 70 milioni contenuti nell’accordo del settembre scorso.
I militari hanno acquisito, tra l’altro, non solo gli atti e le fatture a loro collegate, ma anche la delibere della Giunta capitolina del 13 novembre 2013 con cui si ordinò il pagamento. Via libera che fu dato il successivo 29 novembre dal Capo della Ragioneria Generale, Maurizio Salvi, al termine di una lunghissima battaglia politica fra l’assessore alla Mobilità, Guido Improta, e l’allora assessore al Bilancio, Daniela Morgante, quest’ultima assolutamente contraria al pagamento. Battaglia che terminò con il sindaco Ignazio Marino che si incaricò personalmente di esautorare la Morgante spostando le responsabilità sul titolare ai Trasporti.
Nel cd consegnato ai finanzieri, anche il lodo definitivo del 16 dicembre 2013, l’atto di transazione con la presa d’atto da parte del Cipe e la determinazione dirigenziale di Roma Metropolitane del 15 gennaio che ha permesso il passaggio materiale dei soldi nelle casse del Consorzio Metro C, insieme a tutte le fatture di pagamento. «A tutt’oggi - ha dichiarato i presidente Palombi ai militari che lo hanno interrogato - a fronte dell’Atto Attuativo è stato corrisposto al Contraente Generale unicamente l’importo complessivo di euro 211.976.157 di cui alla fattura emessa da Metro C 170/2013. Rispetto a tale fattura residua, il pagamento della quota di competenza della Regione Lazio pari ed euro 12.334.687 non ancora accreditata da parte di Roma Capitale. Nessun pagamento è intervenuto a fronte delle fatture n. 8/2014 (ovvero 4.017.886 euro, ndr) e 15/2014 (1.784.929 euro, ndr)». Già a novembre, il procuratore regionale della Corte dei Conti, Raffaele De Dominicis, aveva annunciato l’apertura di tre inchieste sulla Metro C, dai ritardi nella realizzazione delle opere, ai rischi archeologici attorno al Colosseo fino alla regolarità delle varianti. Questo blitz, però, sarebbe collegato ad un ulteriore filone.
Vincenzo Bisbiglia
sabato 17 maggio 2014
CONVEGNO 12 MAGGIO 2014, SALA DEL CARROCCIO IN CAMPIDOGLIO - INTERVENTO: - 3 - PUNTI CRITICI, METRO C.
3 - PUNTI CRITICI, Metro C, Paola Giannone.
Metro C - Tratta T3 - Il perche` dei tanti NO e le risposte ... che daremo insieme: cittadini, Associazioni e Istituzioni!
Costruttore: ROMA METROPOLITANE S.P.A. e General Contractor .
I PUNTI CRITICI E GLI ATTI DI TUTELA PRESENTATI
PERCHE'
è stato presentato l'Appello per i possibili dissesti dell'Anfiteatro Flavio a causa dei lavori della Metro C al Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, all'Ambasciatore degli Stati Uniti d'America a Roma, John R. Phillips, e al Presidente Barack Obama?
Figura 1. Sezione stratigrafica schematica del sottosuolo del Colosseo
(da: Funiciello & Rovelli, 1998)
Nell'immagine che vedete tratta da "Risposta sismica locale: parte IV - terremoti e monumenti
nella parte meridionale il Colosseo iniziò a manifestare segni di vulnerabilita` e perdita parziale dell'integrità probabilmente a partire dai terremoti del 443 e 484 a seguito dei quali il podio e l'arena risultarono gravemente danneggiati. Funiciello & Rovelli hanno dimostrato attraverso analisi dinamiche 2D della sezione, mostrata nell'immagine che l'amplificazione sismica dela valle è risultata deleteria per l'integrità strutturale della porzione meridionale del Colosseo anche per terremoti di media entità tipici di Roma. Hanno scritto gli autorevoli studiosi: "Concludendo, oggi tale famosissimo monumento è soggetto all'azione di vibrazioni indotte dalla metropolitana, le quali agiscono, comunque, in una banda di alte frequenze lontane dai modi principali di vibrazione della struttura compresi tra 1 Hz (T1 = 1sec) e 4 Hz
(Tn = 0,25 sec)
Nella parte dello studio l'esperto di Geologia e Geotecnica, Romolo di Francesco, ci porta alla scoperta delle fondazioni del Colosseo, che fu costruito utilizzando una piastra di calcestruz-zo pozzolanico, dello spessore di 7 metri poggiante in parte su solida roccia e in parte su ter-
reni soffici. Si creò, quindi, un forte contrasto in termini di rigidezza tra il settore settentrio-nale interagente con roccia vulcanicae quello meridionale, poggiante, invece, sui sedimenti dell'antico Fosso Labicano.
Questa parte della città prima della costruzione del Colosseo (80 d. C.) era utilizzata dagli urbanisti pet costruire sontuose residenze tanto da aver ridotto il fosso ad un piccolo lago, che fu successivamente utilizzato come sito per ospitare le macerie del grande incendio del 64 d. C., attribuito a Nerone..
Infine, quando, i Flavi vi edificarono opere pubbliche, tra le quali il Colosseo, furono, definitivamente, perse le tracce dell'antico lago.
L'immagine mostra la stratigrafia del terreno sottostante e circostante il Colosseo. Partendo dal basso, si vede che il "SUBSTRATO" è formato da: 1) - UNITA' CONTINENTALI PLEISTOCENICHE; 2) - SEDIMENTI FLUVIO-LACUSTRI OLOCENICI; 3) - ROCCE TUFACEE.
Cito uno stralcio dall'Appello per i possibili dissesti dell'Anfiteatro Flavioa causa dei lavori della Metro C, divenuto, poi, oggetto dell'Interrogazione con carattere d'urgenza ai sensi dell'art.151 del Regolamento al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo da parte dei Senatori SERRA, AIROLA, LUCIDI, LEZZI, MANGILI, DE PIETRO, PUGLIA, BLUNDO
Questo è il link:
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&leg=17&id=00757624&part=doc_dc-allegatob_ab-sezionetit_ioccduasda151dr&parse=no
"Il suddetto monumento ha già subito "crolli" di enormi "blocchi di marmo" nella parte settentrionale-est e nella parte meridionale, a causa del delicato equilibrio del sedime di fondazione, costituito da terreni alluvionali.
In particolare nella parte meridionale, dove sono avvenuti i crolli maggiori, il terreno presenta la seguente stratigrafia: 1) - Argilloso, con sedimenti fluvio-lacustri, olocenici, in origine bonificato, 2) - Rocce tufacee, 3) - Unità continentali pleistoceniche, perchè già acquitrinoso, all'epoca della costruzione, terminata intorno all'anno 80 d.C.
Nella parte settentrionale del terreno sono presenti rocce vulcaniche, più solide, ma anche in questa zona si sono manifestati crolli e lesioni che potrebbero aggravarsi a seguito degli invasivi lavori della stazione della Metro C, prevista nelle immediate vicinanze del Colosseo.
I crolli e le lesioni, che hanno richiesto gli importanti interventi di restauro attualmente in corso, rischiano addirittura di proseguire in modo più grave, irreversibile e repentino, con danno per il monumento e pericolo per la moltitudine di persone che lo vengono a visitare ogni giorno da ogni dove.
Nessuno può infatti prevedere l'entità delle variazioni dei livelli di falda causati dalla presenza dell'enorme struttura in cemento armato della stazione, che si estenderebbe dal piano strada sino al profondo strato impermeabile delle argille plioceniche e che pertanto costituirebbe un incredibile ostacolo al libero fluire delle acque nel sottosuolo. Allo stesso modo nessuno può prevedere le ripercussioni di tali variazioni sul delicato equilibrio dei terreni di fondazione, per loro natura estremamente sensibili al contenuto in acqua e al battente idrico.
L'acqua delle ricche falde presenti nel sottosuolo del Colosseo non potrà essere "contenuta" e se le verrà impedito di andare da una parte, se ne andrà da un'altra. Solo Dio sa con quali ripercussioni per la stabilità del monumento!
Con la presente istanza, inviata anche via e-mail, tramite Lei, Egregio Premier Renzi, e tramite Lei, Egregio Signor Ambasciatore USA a Roma John R Phillips, desidero presentare al Signor Presidente Obama l'appello affinché non sia messa a rischio l'incolumità dell'Anfiteatro Flavio.
Solo per memoria rammento che già più di un anno fa l'autorevole Associazione ITALIA NOSTRA ha denunciato i rischi per la stabilità del Colosseo a causa dei lavori della Metro C:
Colosseo a rischio con i lavori della metro C http://.ilfattoquotidiano.it/2013/02/19/roma-italia-nostra-denuncia-con-lavori-della-metro-c-colosseo-arischio/505819/
La denuncia è stata poi successivamente confermata dal noto luminare Prof. Antonio Tamburrino, con l'intervista contenuta nel video che segue:
Ultima fermata Roma
http://www.beppegrillo.it/2013/10/ultima_fermata_roma.html".
Pertanto,
• Vista la nota RUP, scritta da ROMA METROPOLITANE S.p.A. a Italia Nostra, in risposta alla lettera del 24 ottobre 2013, che chiedeva al Sindaco Ignazio Marino chiarezza su tempi e costi di realizzazione della Linea C, oltre che esporre con chiarezza i possibili gravi rischi di impatto ambientale per il Colosseo e l'Area Arceologica Centrale a causa dei lavori della Metro C e` rimasta "lettera morta" per il Sindaco di ROMA CAPITALE, che non ha fatto la richiesta alla Regione Lazio di nuova V.I.A., come richiesto da Italia Nostra, al fine di valutare varianti di percorso della Linea C, rispettosi dell'Ambiente e dell'Area Archeologica Centrale;
• Letta con attenzione la risposta, allegata, di ROMA METROPOLITANE S.P.A. alla soprascritta lettera di Italia Nostra, che conferma la volontà di voler continuare a portare avanti i lavori della Metro C senza il rispetto dei doveri di tutela nei confronti delle leggi e dei regolamenti, che discplinano il diritto dell'Ambiente, dei Beni Culturali, della spesa pubblica solo per giusta causa e anche e, soprattutto, della salute e della sicurezza delle persone, perche` non risulta rispettato nella Relazione Istruttoria, procedura V.I.A. regionale di Roma linea C, quanto disposto nella nota Prot. n° 266982 del 17 dicembre 2009 – FASCICOLO 1087, anche vista la nota di ROMA METROPOLITANE S.P.A. del 19/11/2013, considerato che nel cronoprogramma dei lavori eseguiti ed eseguendi non e`stato rispettato quanto scritto con il rilascio del PARERE FAVOREVOLE dall'ing. Giuseppe Tanzi:
• al punto 9: "Sia evitata qualsiasi interferenza tra le opere in progetto ed eventuali strutture....presenti in alcune zone, come paratie e/o pali di fondazione di edifici di civile abitazione e di opere pubbliche", con particolare riferimento al Colosseo;
• al punto 10: "Particolare riguardo alle indicazioni relative alle distanze di sicurezza da tenere rispetto alle pareti verticali e in conformità con la normativa vigente in tema di costruzioni", Circ. Regione Lazio del 23/11/1982 n° 769, con particolare riferimento alle paratie in c.a. apposte su Via dei Fori Imperiali, a ridosso delle Colonne del Tempio di Venere e Roma e della Basilica di Massenzio, che stanno sopra allo scavo per le gallerie e, similmente, dalla parte opposta dal lato di Villa Rivaldi.
Quindi,
• Vista la: ° Previsione di un nuovo pozzo a meno di 10 metri dal Colosseo per il collegamento in galleria tra la fermata Fori Imperiali e la attuale stazione della Linea B;...Italia Nostra, Lettera al Sindaco di Roma, Ignazio Marino, 24 ottobre 2013).
Visto: ° Come è strutturato l’accordo attuativo del 9 settembre 2013, nel caso di un lungo fermo dei lavori per cause non imputabili al Contraente Generale (imprevisto tecnico, archeologia ecc.), si potrebbe arrivare al paradosso di finire i soldi senza neppure iniziare i lavori. Il rischio degli accadimenti (che alla luce “dell’esperienza pregressa” e in particolare per la T3 e ancora di più per Piazza Venezia) è elevatissimo. Riteniamo che non si debbano abbattere i contratti per via giuridica ma, solo ed esclusivamente, per via tecnica, sulla base di scelte oculate e profondamente ponderate che possono essere verificate proprio e solo con una nuova V.I.A….(Italia Nostra, Lettera al Sindaco di Roma, Ignazio Marino, 24 ottobre 2013).
Tanto più per i possibili rischi di crolli per l'Anfiteatro Flavio, vista la risposta di ROMA METROPOLITANE S.P.A. alla lettera di Italia Nostra, non si può che concludere per l’”input”, immediato, dello “stop end” a San Giovanni non solo con la rescissione del contratto per via giuridica, ma per “impellenti possibili e ben più gravi rischi” dovuti a “cause tecniche”!
Non si può non concludere che deve essere rivisto il Progetto della Metro C nella Tratta T3, che deve essere realizzato, prima di tutto nel rispetto dei cittadini e delle Associazioni, a cui le Istituzioni devono dare risposte certe e garanzie sicure di rispetto di tutela dei diritti, sempre.
Ringrazio per l'attenzione.
Arch. Paola Giannone
Iscritta al n. 8125 dell'Ordine degli Architetti, Pianificatori e Paesaggisti di Roma e Provincia
Mob.: 3315807414 - E-mail: pgiannone9@gmail.com - PEC: p.giannone@pec.archrm.it - blog: http://www.pgiannone9.blogspot.com
Metro C - Tratta T3 - Il perche` dei tanti NO e le risposte ... che daremo insieme: cittadini, Associazioni e Istituzioni!
Costruttore: ROMA METROPOLITANE S.P.A. e General Contractor .
I PUNTI CRITICI E GLI ATTI DI TUTELA PRESENTATI
PERCHE'
è stato presentato l'Appello per i possibili dissesti dell'Anfiteatro Flavio a causa dei lavori della Metro C al Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, all'Ambasciatore degli Stati Uniti d'America a Roma, John R. Phillips, e al Presidente Barack Obama?
Figura 1. Sezione stratigrafica schematica del sottosuolo del Colosseo
(da: Funiciello & Rovelli, 1998)
Nell'immagine che vedete tratta da "Risposta sismica locale: parte IV - terremoti e monumenti
nella parte meridionale il Colosseo iniziò a manifestare segni di vulnerabilita` e perdita parziale dell'integrità probabilmente a partire dai terremoti del 443 e 484 a seguito dei quali il podio e l'arena risultarono gravemente danneggiati. Funiciello & Rovelli hanno dimostrato attraverso analisi dinamiche 2D della sezione, mostrata nell'immagine che l'amplificazione sismica dela valle è risultata deleteria per l'integrità strutturale della porzione meridionale del Colosseo anche per terremoti di media entità tipici di Roma. Hanno scritto gli autorevoli studiosi: "Concludendo, oggi tale famosissimo monumento è soggetto all'azione di vibrazioni indotte dalla metropolitana, le quali agiscono, comunque, in una banda di alte frequenze lontane dai modi principali di vibrazione della struttura compresi tra 1 Hz (T1 = 1sec) e 4 Hz
(Tn = 0,25 sec)
Nella parte dello studio l'esperto di Geologia e Geotecnica, Romolo di Francesco, ci porta alla scoperta delle fondazioni del Colosseo, che fu costruito utilizzando una piastra di calcestruz-zo pozzolanico, dello spessore di 7 metri poggiante in parte su solida roccia e in parte su ter-
reni soffici. Si creò, quindi, un forte contrasto in termini di rigidezza tra il settore settentrio-nale interagente con roccia vulcanicae quello meridionale, poggiante, invece, sui sedimenti dell'antico Fosso Labicano.
Questa parte della città prima della costruzione del Colosseo (80 d. C.) era utilizzata dagli urbanisti pet costruire sontuose residenze tanto da aver ridotto il fosso ad un piccolo lago, che fu successivamente utilizzato come sito per ospitare le macerie del grande incendio del 64 d. C., attribuito a Nerone..
Infine, quando, i Flavi vi edificarono opere pubbliche, tra le quali il Colosseo, furono, definitivamente, perse le tracce dell'antico lago.
L'immagine mostra la stratigrafia del terreno sottostante e circostante il Colosseo. Partendo dal basso, si vede che il "SUBSTRATO" è formato da: 1) - UNITA' CONTINENTALI PLEISTOCENICHE; 2) - SEDIMENTI FLUVIO-LACUSTRI OLOCENICI; 3) - ROCCE TUFACEE.
Cito uno stralcio dall'Appello per i possibili dissesti dell'Anfiteatro Flavioa causa dei lavori della Metro C, divenuto, poi, oggetto dell'Interrogazione con carattere d'urgenza ai sensi dell'art.151 del Regolamento al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo da parte dei Senatori SERRA, AIROLA, LUCIDI, LEZZI, MANGILI, DE PIETRO, PUGLIA, BLUNDO
Questo è il link:
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&leg=17&id=00757624&part=doc_dc-allegatob_ab-sezionetit_ioccduasda151dr&parse=no
"Il suddetto monumento ha già subito "crolli" di enormi "blocchi di marmo" nella parte settentrionale-est e nella parte meridionale, a causa del delicato equilibrio del sedime di fondazione, costituito da terreni alluvionali.
In particolare nella parte meridionale, dove sono avvenuti i crolli maggiori, il terreno presenta la seguente stratigrafia: 1) - Argilloso, con sedimenti fluvio-lacustri, olocenici, in origine bonificato, 2) - Rocce tufacee, 3) - Unità continentali pleistoceniche, perchè già acquitrinoso, all'epoca della costruzione, terminata intorno all'anno 80 d.C.
Nella parte settentrionale del terreno sono presenti rocce vulcaniche, più solide, ma anche in questa zona si sono manifestati crolli e lesioni che potrebbero aggravarsi a seguito degli invasivi lavori della stazione della Metro C, prevista nelle immediate vicinanze del Colosseo.
I crolli e le lesioni, che hanno richiesto gli importanti interventi di restauro attualmente in corso, rischiano addirittura di proseguire in modo più grave, irreversibile e repentino, con danno per il monumento e pericolo per la moltitudine di persone che lo vengono a visitare ogni giorno da ogni dove.
Nessuno può infatti prevedere l'entità delle variazioni dei livelli di falda causati dalla presenza dell'enorme struttura in cemento armato della stazione, che si estenderebbe dal piano strada sino al profondo strato impermeabile delle argille plioceniche e che pertanto costituirebbe un incredibile ostacolo al libero fluire delle acque nel sottosuolo. Allo stesso modo nessuno può prevedere le ripercussioni di tali variazioni sul delicato equilibrio dei terreni di fondazione, per loro natura estremamente sensibili al contenuto in acqua e al battente idrico.
L'acqua delle ricche falde presenti nel sottosuolo del Colosseo non potrà essere "contenuta" e se le verrà impedito di andare da una parte, se ne andrà da un'altra. Solo Dio sa con quali ripercussioni per la stabilità del monumento!
Con la presente istanza, inviata anche via e-mail, tramite Lei, Egregio Premier Renzi, e tramite Lei, Egregio Signor Ambasciatore USA a Roma John R Phillips, desidero presentare al Signor Presidente Obama l'appello affinché non sia messa a rischio l'incolumità dell'Anfiteatro Flavio.
Solo per memoria rammento che già più di un anno fa l'autorevole Associazione ITALIA NOSTRA ha denunciato i rischi per la stabilità del Colosseo a causa dei lavori della Metro C:
Colosseo a rischio con i lavori della metro C http://.ilfattoquotidiano.it/2013/02/19/roma-italia-nostra-denuncia-con-lavori-della-metro-c-colosseo-arischio/505819/
La denuncia è stata poi successivamente confermata dal noto luminare Prof. Antonio Tamburrino, con l'intervista contenuta nel video che segue:
Ultima fermata Roma
http://www.beppegrillo.it/2013/10/ultima_fermata_roma.html".
Pertanto,
• Vista la nota RUP, scritta da ROMA METROPOLITANE S.p.A. a Italia Nostra, in risposta alla lettera del 24 ottobre 2013, che chiedeva al Sindaco Ignazio Marino chiarezza su tempi e costi di realizzazione della Linea C, oltre che esporre con chiarezza i possibili gravi rischi di impatto ambientale per il Colosseo e l'Area Arceologica Centrale a causa dei lavori della Metro C e` rimasta "lettera morta" per il Sindaco di ROMA CAPITALE, che non ha fatto la richiesta alla Regione Lazio di nuova V.I.A., come richiesto da Italia Nostra, al fine di valutare varianti di percorso della Linea C, rispettosi dell'Ambiente e dell'Area Archeologica Centrale;
• Letta con attenzione la risposta, allegata, di ROMA METROPOLITANE S.P.A. alla soprascritta lettera di Italia Nostra, che conferma la volontà di voler continuare a portare avanti i lavori della Metro C senza il rispetto dei doveri di tutela nei confronti delle leggi e dei regolamenti, che discplinano il diritto dell'Ambiente, dei Beni Culturali, della spesa pubblica solo per giusta causa e anche e, soprattutto, della salute e della sicurezza delle persone, perche` non risulta rispettato nella Relazione Istruttoria, procedura V.I.A. regionale di Roma linea C, quanto disposto nella nota Prot. n° 266982 del 17 dicembre 2009 – FASCICOLO 1087, anche vista la nota di ROMA METROPOLITANE S.P.A. del 19/11/2013, considerato che nel cronoprogramma dei lavori eseguiti ed eseguendi non e`stato rispettato quanto scritto con il rilascio del PARERE FAVOREVOLE dall'ing. Giuseppe Tanzi:
• al punto 9: "Sia evitata qualsiasi interferenza tra le opere in progetto ed eventuali strutture....presenti in alcune zone, come paratie e/o pali di fondazione di edifici di civile abitazione e di opere pubbliche", con particolare riferimento al Colosseo;
• al punto 10: "Particolare riguardo alle indicazioni relative alle distanze di sicurezza da tenere rispetto alle pareti verticali e in conformità con la normativa vigente in tema di costruzioni", Circ. Regione Lazio del 23/11/1982 n° 769, con particolare riferimento alle paratie in c.a. apposte su Via dei Fori Imperiali, a ridosso delle Colonne del Tempio di Venere e Roma e della Basilica di Massenzio, che stanno sopra allo scavo per le gallerie e, similmente, dalla parte opposta dal lato di Villa Rivaldi.
Quindi,
• Vista la: ° Previsione di un nuovo pozzo a meno di 10 metri dal Colosseo per il collegamento in galleria tra la fermata Fori Imperiali e la attuale stazione della Linea B;...Italia Nostra, Lettera al Sindaco di Roma, Ignazio Marino, 24 ottobre 2013).
Visto: ° Come è strutturato l’accordo attuativo del 9 settembre 2013, nel caso di un lungo fermo dei lavori per cause non imputabili al Contraente Generale (imprevisto tecnico, archeologia ecc.), si potrebbe arrivare al paradosso di finire i soldi senza neppure iniziare i lavori. Il rischio degli accadimenti (che alla luce “dell’esperienza pregressa” e in particolare per la T3 e ancora di più per Piazza Venezia) è elevatissimo. Riteniamo che non si debbano abbattere i contratti per via giuridica ma, solo ed esclusivamente, per via tecnica, sulla base di scelte oculate e profondamente ponderate che possono essere verificate proprio e solo con una nuova V.I.A….(Italia Nostra, Lettera al Sindaco di Roma, Ignazio Marino, 24 ottobre 2013).
Tanto più per i possibili rischi di crolli per l'Anfiteatro Flavio, vista la risposta di ROMA METROPOLITANE S.P.A. alla lettera di Italia Nostra, non si può che concludere per l’”input”, immediato, dello “stop end” a San Giovanni non solo con la rescissione del contratto per via giuridica, ma per “impellenti possibili e ben più gravi rischi” dovuti a “cause tecniche”!
Non si può non concludere che deve essere rivisto il Progetto della Metro C nella Tratta T3, che deve essere realizzato, prima di tutto nel rispetto dei cittadini e delle Associazioni, a cui le Istituzioni devono dare risposte certe e garanzie sicure di rispetto di tutela dei diritti, sempre.
Ringrazio per l'attenzione.
Arch. Paola Giannone
Iscritta al n. 8125 dell'Ordine degli Architetti, Pianificatori e Paesaggisti di Roma e Provincia
Mob.: 3315807414 - E-mail: pgiannone9@gmail.com - PEC: p.giannone@pec.archrm.it - blog: http://www.pgiannone9.blogspot.com
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