sabato 15 febbraio 2014
La soluzione per salvare la legislatura, Elisabetta Gualmini
Consiglio di leggere il bellissimo articolo di Elisabetta Gualmini: "La soluzione per salvare la legislatura", pubblicato il 14/02/14 su: LA STAMPA EDITORIALI.
Questo e` il mio commento.
Sara` sereno o diluviera`?
Le premesse della mancata realizzazione di tutte le riforme,nonostante le numerose proposte del M5S, dalla legge elettorale al bicameralismo, dalle riforme istituzionali (Senato e Titolo V) alla riforma del lavoro per i giovani e non, con il conseguente rilancio dell'economia reale, in un panorama economico in pieno default, a livello nazionale, regionale e comunale, che vede la "Grande Opera della Metro C di Roma", non posso non citarla, al centro dell'attenzione di Organi Istituzionali e Inquirenti, "costruenda senza fondi e senza un piano urbanistico aggiornato alle esigenze dei cittadini romani e non e dei turisti, nel rispetto dei diritti di tutela, disposti dalla Costituzione, art. 9, e dalle leggi", by-passando con l'assorbimento di oneri, le piu` urgenti misure a sostegno dei cittadini (imprese, che chiudono, titolari di imprese, che si suicidano, perdita di posti di lavoro, abolizione del turn over, etc.) per un Governo, che non sara` neanche piu` quello delle larghe intese, ma che, comunque, dovra` avere l'appoggio di Berlusconi con Forza Italia, e dei piccoli Partiti (Sel, Scelta Civica, Ncd), ma quello delle beghe di Palazzo e di Partito (PDL-PD), fanno riflettere...
Auguriamoci il sereno...A riveder le stelle!
Paola Giannone
Questo è il link: http://www.lastampa.it/cultura/opinioni/editoriali.
La soluzione per salvare la legislatura
14/02/2014 Elisabetta Gualmini
Nasce il Renzi 1. Da ieri il sindaco-segretario è diventato di fatto primo ministro di un nuovo governo politico di coalizione a guida Pd. Ha detronizzato Enrico Letta e ha deciso di giocarsi il tutto per tutto. Lo ha fatto con una spregiudicatezza non superiore a quella mostrata dagli accaniti sostenitori delle larghe e poi piccole intese rapidamente saliti sul nuovo carro, ma con molto coraggio in più. Renzi vuole cambiare direzione, velocità e ritmo. Per rianimare una legislatura in stato comatoso, che tuttavia - guarda caso - nessuno dei suoi protagonisti vuole interrompere. In assenza di una prospettiva chiara sui destini della legge elettorale e, ancora di più, sulle altre riforme istituzionali (Senato e Titolo V), il leader Pd scommette e rilancia. Senza la consacrazione salvifica delle urne e senza staffetta. Nessuno scambio aggraziato del testimone tra atleti della stessa squadra, nessun passaggio di mano consensuale; tra il segretario e Letta è stata guerra aperta, uno scontro frontale con annesse randellate furenti. Tra due che non si possono vedere. Al confronto quelle tra Veltroni e D’Alema erano sberleffi e baruffe, lizzi e lazze tra educandi. C’è da chiedersi se questa sia l’unica soluzione possibile. Nel metodo e nel merito. In un Paese ormai ai minimi storici di credibilità e di fiducia nella politica (ci siamo giocati praticamente tutto, i comuni, le regioni, l’Europa, figuriamoci i partiti). E cioè se la terza soluzione di palazzo, infiocchettata e servita già pronta ai cittadini-spettatori, sia la strada corretta da cavalcare. L’ultima possibilità che resta per dare un senso a una legislatura che, francamente, un senso non ce l’ha, dando davvero corpo alle riforme, che ancora sono scritte sull’acqua, nonostante le promesse, le scadenze e i file excel. Sul metodo ci sarebbe da discutere. A prescindere da quali saranno le liturgie parlamentari per gestire la crisi, sta di fatto che sarebbe stato meglio per Renzi arrivare a Palazzo Chigi passando per le urne, magari subito dopo l’approvazione della nuova legge elettorale, come promesso durante le primarie: mai a capo delle larghe intese, mai senza passare per il voto. Ed evitando di mettere in scena l’ennesima puntata della telenovela sulle divisioni interne al Pd, per la gioia degli altri partiti. Nel merito, invece, il Renzi 1 è probabilmente l’unica soluzione ragionevole a fronte del contesto. Un governo by default, in mancanza di alternative. Perché non è possibile andare al voto con questa legge elettorale. E perché i tempi per portarne a casa una nuova potrebbero, secondo Renzi, allungarsi un bel po’, rendendo ancora più alto il rischio che l’attesa sia vana. Come abbiamo sostenuto in diversi, non solo su questo giornale, c’è da dubitare che la strada del «governo di necessità» sia quella giusta per realizzare «grandi riforme costituzionali». Anche l’esperienza di altri Paesi europei ci dice che di fronte a un Parlamento paralizzato dall’assenza di una maggioranza politicamente coesa, sarebbe stato meglio darsi pochi obiettivi concreti, per rammendare il rammendabile, e tornare a votare. Fare il meno possibile, per evitare disastri. Si è invece seguita, sin dall’inizio, la strada della massima ambizione e della massima propensione al rischio, confidando sull’attaccamento dei parlamentari alla seggiola. Ora Renzi si metterà a capo di un governo sostenuto da partiti elettoralmente minuscoli (Scelta Civica, Ncd e forse Sel) mentre continuerà ad aver bisogno dell’intesa con Berlusconi sulle riforme, dalla legge elettorale al bicameralismo. In un contesto economico che non appare certamente florido, mentre i bilanci pubblici sono pieni di buchi, al centro e nelle casse degli amati sindaci. Solo un fuoriclasse può far uscire da un governo debolissimo il coniglio, la colomba e anche un mazzo di rose. Renzi pare intenzionato a provarci e di coraggio, si sa, ne ha da vendere. Certo c’è anche il rischio che i tempi della legge elettorale da domani invece di accorciarsi riprendano ad allungarsi, che tutti si rilassino e che il neo-premier cominci a farsi logorare. Ma rivendicando una ambizione smisurata, Matteo ci prova. E già da oggi si metterà a correre come un forsennato. Archiviato velocemente Letta che oggi si dimetterà, Renzi-il-furioso riprende la volata. Ce la farà? Visti i precedenti, può darsi. E a questo punto, c’è proprio da sperarlo. twitter@gualminielisa
domenica 9 febbraio 2014
La favola della Linea C, il cantiere metropolitano più caro d'Europa di Enrico Nocera.
Al link: http://www.eur.roma.it/il-quartiere/news/le-altre-news/articolo/la-favola-della-linea-c-il-cantiere-metro-piu-caro-di-europa.html?no_cache=1 trovate il bellissimo articolo del giornalista Enrico Nocera, che, bontà Sua, mi cita! Commento l'articolo con i tre "Rilievi", inseriti nel'Integrazione alla Petizione al World Heritage Committee - UNESCO, alla Petizione Popolare alla Camera N. 232/13 e alla Petizione Popolare al Senato N. 323/13, nonchè alle Richieste di Interrogazioni, rivolte agli Onorevoli Alessandro Di Battista, Alberto Zol e al Senatore Nicola Morra, già depositate. RILIEVI L'approvazione in Commissione alla Camera dell'emendamento al Decreto del Fare, presentato dal Presidente della IX Commissione Permanente, Trasporti, On. Michele Meta, ha prorogato i termini previsti per la concessione dei fondi del CIPE al 15 dicembre 2013. Grazie a questo provvedimento – aveva spiegato Improta - gli enti coinvolti nell'iter amministrativo dovranno rispettare questa scadenza per la presentazione del progetto definitivo della nuova tratta e avviare il pre-esercizio della linea da Pantano a Centocelle. L'approvazione dell'emendamento doveva essere l'esito di una proficua collaborazione tra Governo, Parlamento e Roma Capitale.
La Camera ha, poi, approvato, l'emendamento, firmato dall'On. Meta, Presidente della IX Commissione Permanente, Trasporti, ma riformulato dal Governo e dal Parlamento con l'intesa di Roma Capitale, che indica al 15 dicembre sia l'avvio del pre-esercizio della tratta Pantano-Centocelle della linea C della metropolitana, per la presentazione del progetto definitivo della tratta Colosseo-Piazza Venezia. Ma i tempi della presentazione al 15 dicembre 2013 del progetto non sono stati rispettati e, quindi, è annullata la proroga dei tempi per il finanziamento CIPE. - Il quotidiano: la Repubblica ROMA in data 30 ottobre 2013 pubblicò la notizia che il Ministro Massimo Bray avrebbe varato due commissioni per rimuovere il vincolo, archeologico, del 2002. “Gli studiosi valuteranno in che modo si può arrivare all'abbattimento, completo o solo parziale, di quella linea di asfalto e sampietrini che copre i resti dell'antica Roma”. "Quel rettifilo si può demolire". “Un terzetto di esperti e giuristi per capire come rimuovere il vincolo del 2002.”. ...Rinvio alla lettura dell'articolo di CARLO ALBERTO BUCCI di cui al link, sottoscritto. - E' veramente incomprensibile l'incongruenza tra il ruolo di Garante della Tutela e della Salvaguardia dei Beni Culturali del Ministro Massimo Bray e la nomina del pool di esperti, che avrebbero dovuto o che dovranno, se effettivamente nominati, rimuovere il Vincolo del 2002 a Via dei Fori Impe-riali, che ai sensi dei principi Fondamentali della Costituzione, art.9: La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Come è ben noto alle S.S.L..L.. i Beni protetti dai Principi Fondamentali della Costituzione sono intoccabili, come intoccabili sono i Principi Fondamentali. Ne consegue l'illegittimità della nomina, delle due Commissioni, se perfezionata, con l'intento di rimuovere il vincolo del 2002 a Via Dei Fori Imperiali. - L'articolo pubblicato su: la Repubblica ROMA del 30 ottobre 2013: “Un collaudo da 30 milioni per il Consorzio metro C, spunta la norma d'oro. De Luca: Il contratto del 2005 non li prevedeva”. “L'articolo 7, comma 3 del patto transattivo introduce il “corrispettivo”. “ Per le linee B e B1 non è stato pagato un euro ai costruttori per il pre-esercizio”, che si può leggere interamente dal link, sottoscritto, è indicativo di uno dei tanti rivoli, che hanno portato il costo della Metro C fuori controllo: 3.486,864 milioni di euro, approvato con delibera CIPE n. 24 del 2012. http://www.cipecomitato.it/it/il_cipe/delibere/download?f=E120127.pdf. “prende atto che i predetti Enti hanno assicurato la seguente copertura finanziaria del tracciato fondamentale tratte T4 e T5: 70 per cento a carico dello Stato e 30 per cento a carico di Roma Capitale; rimanenti tratte (T2, T3, T6A, T7 e Deposito graniti): 70 per cento a carico dello Stato, 18 per cento a carico di Roma Capitale e 12 per cento a carico della Regione Lazio;”... Ma, ATTENZIONE alle: 2. Disposizioni finali. 2.1. I finanziamenti di cui ai punti 1.1, 1.2 e 1.3 non implicano rinuncia a eventuali pretese correlate alle respon-sabilità gravanti sui soggetti cui spettava il dovere della corretta progettazione e della corretta gestione dei lavori e del rapporto con l’appaltatore.”, sopra riportate nella nota di accompagno alla Diffida, inviata al Capo Di-partimento del CIPE, Cons. Ferdinando Ferrara, Assessore al Bilancio di ROMA CAPITALE, Dott.ssa Daniela Morgante, all'Assessore al Bilancio, Demanio e Patrimonio della Regione Lazio, Alessandra Sartore, con le motivazioni espresse, che portano a concludere che il finanziamento è concesso, ovviamente, per “la corretta proget-tazione e della corretta gestione dei lavori e del rapporto con l’appaltatore.”. E qui non ci siamo!
domenica 19 gennaio 2014
METRO C DIFFIDA ALLA REVOCA DI OGNI PARERE ENDOPROCEDIMENTALE E/O AUTORIZZAZIONE RILASCIATO A ROMA METROPOLITANE S.P.A.
Prof.ssa GIANNONE PAOLA
Via Duccio di Buoninsegna, 29
00142 Roma - Cell. n. 3315807414
E-mail: pgiannone9@gmail.com
PEC: p.giannone@pec.archrm.it
Al Sindaco di Roma, On. Ignazio Marino, protocollo.gabinettosindaco@pec.comune.roma.it
Al Capo di Gabinetto del Sindaco, Cons. Luigi Fucito, protocollo.gabinettosindaco@pec.comune.roma.it
ROMA CAPITALE, Dipartimento Mobilità e Trasporti, Direttore, dott. Giovanni Serra, U.O Monitoraggio Sviluppo e Controllo dei Sistemi di Trasporto su Ferro, Dirigente, Ing. Pasquale Donia
ROMA CAPITALE, Dipartimento Cultura, U.O. Valorizzazione del Centro Storico, Siti UNESCO e Toponomastica, Dirigente U.O. Arch. Visenta Iannicelli, P.O. Dott.ssa Tindara Monteleone
All’Assessore alla Mobilità, On Guido Improta, Protocollo.mobilitatrasporti@pec.comune.roma.it
Al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Massimo Bray, Ufficio di Gabinetto del Ministro, mbac-udcm@mailcert.beniculturali.it
Al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Gabinetto del Ministro, c.a. Cons Marco Lipari, mbac-udcm@mailcert.benicultutrali.it
Al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Segretario Generale, c.a. arch. Antonia Pasqua Recchia, mbac-sg@mailcert.beniculturali.it
Al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Organismo Indipendente di Valutazione della Performance (OIV), c.a. Direttore Dott.ssa Marina Giuseppone, mbac-oiv@mailcert.beniculturali.it
Al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Direzione Generale delle Antichità, c.a. Direttore dott. Luigi Malnati, mbac-dg-ant@mailcert.beniculturali.it
Al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio, c.a. Direttore arch. Federica Galloni, mbac-dr-laz@mailcert.beniculturali.it
Al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Soprintendenza dei Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, c.a. Responsabile arch. Maria Costanza Pierdominici, mbac-sbap-rm@mailcert.beniculturali.it
Al Capo Dipartimento del CIPE, Cons. Ferdinando Ferrara, dipe.cipe@pec.governo.it
Al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi, segreteria.ministro@pec.mit.gov.it
Al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Gabinetto del Ministro, c.a. Avv. Giacomo Aiello, ufficio.gabinetto@pec.mit.gov.it
Al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Struttura Tecnica di Missione, legge Obiettivo, c.a. Capo della STM ing. Ercole Incalza, stm@pec.mit.gov.it
Al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, c.a. Presidente reggente ing. Massimo Sessa, consiglio.superiore@pec.mit.gov.it
Al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Maria Chiara Carrozza, uffgabinetto@postacert.istruzione.it
Al Ministro della salute, Beatrice Lorenzin, Fax 06-59945407
Al Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, protocollo@regione.lazio.legalmail.it
Alla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, ssba-rm.soprintendente@beniculturali.it
Regione Lazio, Direzione Regionale Infrastrutture, Ambiente e Politiche Abitative, Area Valutazione Impatto Ambientale, c.a. Dirigente Paolo Menna, protocollo@regione.lazio.legalmail.it
Metro C S.p.A. – Società di Progetto, c.a. Amministratore Delegato, Ing. Fabio Giannelli, metro@casellapec.com
Metro C S.p.A., Direttore Tecnico, ing. Giovanni Simonacci, g.simonacci@omametropolitane.it
Direzione Lavori della Linea C, c.a. Direttore Lavori, Ing. Enrico Molinari, Fax 06 97659262
Al Commissario Straordinario per il Sistema Metropolitano di Roma, arch. Maria Fernanda Stagno D’Alcon-tres, mafe.dalcontres@gmail.com
Oggetto: DIFFIDA ALLA IMMEDIATA REVOCA, IN AUTOTUTELA, DI OGNI PARERE ENDOPROCEDI-MENTALE E/O AUTORIZZAZIONE, RILASCIATO DA TUTTI GLI ORGANISMI COINVOLTI, IN INDIRIZZO, A ROMA METROPOLITANE S.P.A. PER LE TRATTE T3 (GIA’ T2 + T3), T4, T5, T6, T7, COME DA PARERE, RILASCIATO DAL MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITA’ CULTURALI E DEL TURISMO, SOPRINTENDENZA SPECIALE PER I BENI ARCHEOLOGICI DI ROMA, PROT. N. 28812 DEL 19/10/2009 E PROT. N. 31994 DEL 11/11/2009 E DELLA RELAZIONE ISTRUTTORIA, PROCEDURA V.I.A., REGIONALE METRO DI ROMA, LINEA C, RILASCIATO DALLA REGIONE LA-ZIO, PROT. N.D2/2°/04/87729 DEL 17 GIUGNO 2003. DIFFIDA ALL’IMMEDIATA REDAZIONE DI ALTRI PARERI ENDOPROCEDIMENTALI SIA DA PARTE DELLA SOPRINTENDENZA DEI BENI AR-CHEOLOGICI DI ROMA CHE DA PARTE DELLA REGIONE LAZIO, ALLA REDAZIONE DI ALTRA RELAZIONE V.I.A., CHE TENGANO CONTO DEL DIRITTO DI TUTELA DISPOSTO DALLA COSTI-TUZIONE, PRINCIPI FONDAMENTALI, ART. 9 E TITOLO I, ART. 32 E 42, TITOLO II, ART. 117 E 118, DELLA LEGGE 23 MAGGIO 2007, PER:
1) - LO STOP DELLA LINEA C, TRATTA T3 A SAN GIOVANNI;
2) - IL COMPLETAMENTO DEI LAVORI DELLA LINEA C NELLE TRATTE T4,T5,T6 E T7 NEL RISPETTO DELLA VIGENTE NORMATIVA DI TUTELA DEI “BENI CULTURALI, TESTIMO-NIANZA STORICA DELLA NAZIONE”;
3) - IL RITIRO IN AUTOTUTELA DA PARTE DI ROMA METROPOLITANE S.P.A. E DEL CONSORZIO DALL’ESECUZIONE DEI I LAVORI, PRIVI DI LEGITTIME AUTORIZZAZIONI,
COME DI SEGUITO PRECISATO;
4) – AL PAGAMENTO IMMEDIATO DI QUANTO EFFETTIVAMENTE DOVUTO A ROMA METROPOLITANE S.P.A E AI LAVORATORI DEL CONSORZIO PER I LAVORI, ESEGUITI NEL RISPETTO DELLA VIGENTE NORMATIVA DI TUTELA DEI BENI CULTURALI, DECURTANDO DAGLI IMPORTI QUANTO NON LEGITTIMAMENTE DOVUTO.
5) DIFFIDA A ROMA METROPOLITANE S.P.A E AL CONSORZIO DELLE IMPRESE ALL’ESECUZIONE DI OGNI LAVORO PER LA LINEA C DELLA METROPOLITANA DI ROMA, PRIVO DELLE NECESSARIE AUTORIZZAZIONI, COME PER LEGGE.
Vista la Relazione istruttoria, procedura V.I.A., Regionale Metro di Roma, Linea C, Prot. N. D2/2A/04/87729, (allegata pag. 1 e nota Prot. 084912 del 11 novembre 2013, di consegna alla sottoscritta);
Vista l’Espressione del parere di competenza. Metropolitana di Roma, linea C Tratta t3, San Giovanni-Fori Imperiali Progetto definitivo. CdS 23.10.2009, Prot. N. 28812 del 23 ottobre 2009;
Visto i Chiarimenti. Metropolitana di Roma, linea c progetto definitivo, tratta T3. C.d.S. 23.10.2009. Parere di competenza, Prot. n. 31994 del 11/11/2009;
Vista la nota del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Direzione Regionale per i Beni Culturali e del Paesaggio del Lazio, Prot. N. MBAC-DR-LAZ004-UFFPRO 0016107 09/08/2013 C.I. 34.19.04/1, inviata alla sottoscritta, (allegata);
Vista il DDL, pubblicato il 23 maggio 2007, APPROVATO IN CONSIGLIO DEI MINISTRI IN MATERIA DI REATI CONTRO I BENI CULTURALI ED IL PAESAGGIO, con delega al Governo per la riforma delle sanzioni penali in materia di reati contro il patrimonio culturale ed il paesaggio, che dispone innovazioni proposte in materia di beni culturali che consistono in una specifica aggravante per il reato di danneggiamento quando abbia ad oggetto un bene culturale;
Visto il Vincolo di tutela dei beni culturali (art. 10 D.lgs. 42/04);
Visto l’art. 21 D.lgs. 42/2004;
Vista l’United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization, Definitions of the Cultural and Natural Heritage, art. 1 e seguenti;
DIFFIDA Le S.S.L.L. per tutto quanto indicato in oggetto, con richiesta di provvedere con effetto immediato alla sospensione dei lavori della Linea c della Metropolitana di Roma, alla revoca delle Autorizzazioni e di tutti i Pareri Endoprocedimentali, non essendosi verificata alcuna delle condizioni espresse nella nota, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Direzione Regionale per i Beni Culturali e del Paesaggio del Lazio, Prot. N. MBAC-DR-LAZ004-UFFPRO 0016107 09/08/2013 C.I. 34.19.04/1, inviata alla sottoscritta, (allegata), né alcuna delle prescrizioni indicate nell’Espressione del parere di competenza. Metropolitana di Roma, Linea C Tratta T3, San Giovanni - Fori Imperiali. Progetto definitivo. CdS 23.10.2009, Prot. N. 28812 del 23 ottobre 2009, né quelle indicate nei Chiarimenti. Metropolitana di Roma, linea c progetto definitivo, tratta T3. C.d.S. 23.10.2009. Parere di competenza, Prot. n. 31994 del 11/11/2009 non potendosi considerare attualmente legittima la Relazione istruttoria, procedura V.I.A., Regionale Metro di Roma, Linea C, Prot. N. D2/2A/04/87729; (allegata pag. 1 e nota Prot.084912 del 11 novembre 2013, di consegna alla sottoscritta), perchè, retrodatata al Parere Endoprocedimentale, rilasciato dalla Soprintendenza dei Beni Archeologici di Roma, che lo legittima, rilasciata in data 17 giugno 2003 e retrodatata alle intevenute leggi N. 42/04, e al Vincolo di inedificabilità assoluta, imposta su Via dei Fori Imperiali dal 2007, perché trattasi di “manufatto che ha oltre cinquanta anni”, dichiarato “Patrimonio Mondiale dell’Umanità” dall’UNESCO e sottoposto anche a quanto disposto dall’United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization, Definitions of the Cultural and Natural Heritage, art. 1 e seguenti, come dimostrano i lavori effettuati, in particolare a seguito della stipula dell’atto attuativo , sottoscritto dalle Parti, “Roma Metropolitane” o il “Soggetto Aggiudicatore” e “Metro C” o il “Contraente Generale”:
“Pag. 2 e 3, vi): dell'Accordo del 09 settembre 2013:
“...restano da definire in sede di approvazione dei relativi progetti
definitivi i termini di realizzazione della “Tratta T3”, “(San Giovanni-
Colosseo) “della “ Tratta T2”, (Colosseo - -N.B., n.d.r. Leggi
cancellazione Piazza Venezia-Clodio/Mazzini) unitamente al relativo
integrale finanziamento.”.
Pag. 14, 7.4: “Le Parti concordano che in caso di mancato
finanziamento anche di parte della residua Tratta T2 da Venezia
(esclusa) a Clodio/Mazzini entro il 31 dicembre 2016 ciascuna di esse
potrà esercitare il diritto di recesso di cui all'art. 1.6.3. del CSA
per la parte di Opera non finanziata, senza che nessuna delle Parti
possa nulla pretendere dall'altra in ragione dell'esercizio del
diritto di recesso.”.
E' chiaramente visibile la cancellazione nell'”Atto attuativo” del 09 settembre 2013: “Tratta T2”, “(Colosseo-..........Piazza Venezia-Clodio/Mazzini)” e, pertanto, ancor di più inspiegabilmente sono stati realizzati i lavori effettuati su Via dei Fori Imperiali, in danno, irreparabile ai Fori Romani e alle tasche dei cittadini.
Dovranno essere quantificati con precisione i costi dei lavori effettuati legittimamente e scorporati quelli illegittimamente eseguiti, per il mancato possesso di Pareri Endoprocedimentali e relative Autorizzazioni, conseguenti, anche per la competenza del Commissario Straordinario del Sistema Metropolitano di Roma, arch. Maria Fernada Stagno D’Alcontres, per l’approvazione della delibera del CIPE.
Con riserva dei rimedi legge.
Roma, 6 gennaio 2013
Arch. Paola Giannone
sabato 4 gennaio 2014
PROGETTO PER UNA PIATTAFORMA CONDIVISA TRA ROMA CAPITALE E I CITTADINI.
PROGETTO PER UNA PIATTAFORMA CONDIVISA TRA ROMA CAPITALE E I CITTADINI.
In allegato, l’esempio di diagramma di flusso per la piattaforma, per descrivere le soluzioni del problema.
Diagramma di flusso , diagramma a blocchi o flow chart, per descrivere la soluzione di un problema: Algoritmi per vedere i documenti sul portale di ROMA CAPITALE e per caricare i file in soli due passaggi.
Il Programma potrà essere del tipo “general purpose”, in grado di affrontare diversi tipi di tematiche, da personalizzare per offrire la soluzione del caso specifico del problema, applicando anche il programma della multimedialità, che offre la possibilità, in simultanea, dell’uso di integrazione di testi, animazioni, voci (interviste), suoni.
L’interfaccia G.U.I, (Gragic Gui Interface) potrà costituire il Sistema operativo, perché l’interfaccia grafica consente questi vantaggi:
1) - L’uso di simboli di facile comprensione;
2) - Non si devono ricordare parole o singoli comandi;
3) - Gli stessi simboli possono essere usati in programmi diversi e diventare, quindi, standard.
Per lo sviluppo del software è necessario fare l’analisi del problema con l’individuazione di tutti i dati di input e output, dei passi logici e dei calcoli,che sui dati devono essere effettuati, individuando tutte le possibilità e le continuazioni del problema da affrontare.
La progettazione si realizza con la rappresentazione simbolica con simboli per rappresentare i valori su cui operare una sequenza di operazioni matematico-logiche, di input e output, da far eseguire all’elaboratore, perché fornisca le soluzioni al problema.
Per la programmazione potrebbe essere necessario, ove non consentito dal Sistema in essere presso ROMA CAPITALE, per quanto ho potuto fugacemente verificare, provvedere se non a costo zero, con una gara d’appalto di piccole dimensioni, per la progettazione del software.
L’I.C.T. (Information & Comunication Tecnology) permette la convergenza della delle tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione per lo sviluppo dei Sistemi Informatici e Telematici.
Il servizio telematico di servizio per i cittadini, che attualmente è fornito attraverso sportelli e self-service, potrà, appena possibile, essere fornito attraverso la Smart Card, che è , di fatto, una carta d’identificazione del cittadino-utente del servizio.
L’utilizzo di un unico codice consente, infatti, una immediata correlazione di dati, presenti anche su schede diverse, che impedisce l’uso improprio di informazioni riservate per le inevitabili implicazioni con la privacy.
FIREWALL. Sarà necessario anche il programma per la protezione dei dati delle varie Aziende, che saranno autorizzate ad interagire, (Mobilità, Comunicazione, Ambiente, etc.), che dovranno essere protette da accessi indesiderati e per il controllo e per il controllo di tutte le trasmissioni dei dati tra il Sistema Informatico di ROMA CAPITALE e le reti Internet per le protezioni dagli hacker, ai sensi della legge n° 547/93, che punisce con la reclusione i reati relativi.
Il Copyrigt dovrà proteggere il software, perché è punito con pene pecuniarie e con la reclusione ciò che dal software non sarà permesso.
Quella che ho brevemente scritto è solo una bozza del Progetto per una piattaforma condivisa tra ROMA CAPITALE e i cittadini, che potrà, se fattibile, essere tradotta in algoritmi specifici. La pubblico su google+ e la invio a smart city per la condivisione e per tutte le integrazioni che gli iscritti al Tavolo S.I. vorranno fare. Non ho potuto inserire i dati in diagrammi, perché è necessario il Programma specifico.
Paola Giannone
mercoledì 1 gennaio 2014
PERCHE' IL 2014 NON SIA L'ANNO DELL'"OVER DOING" E DEL NON FATTO!
2014 ORE 00.00.01: PERCHE' IL 2014 NON SIA L'ANNO DEL "OVER DOING" E DEL "NON FATTO"!
Il rispetto dei diritti e il miglioramento economico vanno di pari passo: i conflitti geopolitici, globali, si scatenano in tutto il mondo per la lotta per la terra. In Italia, ad esempio, ma anche in molte altre parti del mondo, si toglie terra alle coltivazioni per la coltivazione di mais e canna da zucchero per la produzione di biogas e bioetanolo per il consumo energetico; attraverso accordi internazionali i brokers, nella Comunità Europea e negli Stati Uniti fanno accordi con i Governi per togliere terreno alla coltivazione della terra per uso alimentare, visto che il biogas e il bioetanolo rendono di più, creando, di fatto un detonatore, pronto a scatenare conflitti. L'accaparramento della terra con lo scopo di produrre bioenergia è un fenomeno presente in tutto il mondo: la Cina compra terreni anche nel Sud del mondo: in Senegal, ad esempio, 20.000 ettari e anche in Italia.. il "World Food Program" tiene sotto controllo l'accesso al cibo, pur essendo migliorata la produzione anche nei paesi nel Sud del Mondo: Sudan e Sud Sud Sudan e Siria, ad esempio. Un mondo affamato non può essere un mondo pacificato: nell'emergenza è necessario che tutti partecipino con aiuti umanitari (tutti possiamo donare qualcosa!), ma è necessario fornire le attrezzature, i mezzi, gli strumenti per coltivare la terra, non intervenire, come si fa oggi, per cambiare i fattori climatici, a svantaggio della salute e della fertilità della terra (la siccità uccide le coltivazioni nel sud del mondo!) e consentire che i bambini poverissimi dei Paesi Terzi vadano a scuola e possano, da grandi, avere accesso al cibo. Ci sono popolazioni che vivono con 2 euro al giorno, altre con 10, 15, 20 euro al giorno, anche da noi nella civilissima Italia e nella civilissima Europa.
Vogliamo invertire la tendenza?...
In Italia il Alberto Zolezzi - Movimento 5 Stelle la M5S Commissione Ambiente, Territorio e lavori pubblici ha fatto della lotta al biogas e al bioetanolo una battaglia senza quartiere, perchè l'inquinamento del territorio è la causa prima di malattie gravissime e irreversibili e di impoverimento, perchè, se si toglie la terra ai contadini si impoverisce tutto l'indotto e, quindi, anche da noi, si chiude il "circolo vizioso" dell'illegalità diffusa e del non rispetto dei diritti per l'"accesso al cibo" e per ridurre a zero il consumo della terra!
Non parliamo, poi, dell'accoglienza ai rifugiati delle carrette del mare!... — presso Roma, Italia.
venerdì 20 dicembre 2013
NATALE 2013 AI FORI ROMANI TRA SACRO E PROFANO
Natale 2013 ai Fori Romani tra sacro e profano.
L’albero è molto bello: alto fronzuto, con tante luci dorate e bianche sfavillanti, che si accendono in simultanea, intermittenti, in cima c’è la stella cometa anch’essa sfavillante, illuminata e illuminante… Suggella la scenografia del Natale 2013 ai Fori: ci sono il Colosseo, l’Arco di Costantino, le stupende colonne del Tempio di Venere e Roma, la Basilica di Massenzio, le Tavole delle Età di Roma, il Tempio della Pace; ai due lati di Via dei Fori Imperiali due, ininterrotte, file di jersey di cemento armato con soprastanti paratie gialle, interrotte dal lato del Tempio di Venere e Roma da lastre in plexiglas, da cui è possibile ammmirare l’avanzamento dei lavori della Metro C, Tratta T3, con due imponenti pale meccaniche per la perforazione del suolo (quello del Foro Romano), anch’esse gialle, qualche rotolo di tubi, in pvc, diametro cm 30 e 15/20, altri, lunghi almeno due metri, stessi diametri accatastati, qua e là qualche mucchietto di Reperti Archeologici di Epoca Romana, con duemila anni di storia sulle spalle, rimossi dal sottosuolo, (sempre quello del Foro Romano!), pronti per essere conferiti in discarica, ormai solo quella di Facognana, ma c’è stato anche il tempo per conferirne alcune migliaia di metri cubi anche a Malagrotta, ma…si sa, le circostanze cambiano, tanto per non far torto a nessuno! Ci sono anche delle belle “quinte” in cemento armato, alte oltre tre metri dal lato della Basilica di Massenzio e a ridosso di essa, dove si svolgerà lo spettacolo… manca ancora il backstage, ma ancora per poco! Si fa sera, le luci di scena si accendono, lo spettacolo comincia! Per ora solo una bella passeggiata: da un lato in mezzo alla strada mentre passano le macchine e le moto accanto, dall’altro lato in uno stretto corridoio di m. 2,80, limitato da un lato dalle dette paratie in c.a. sulle quali a tratti c’è, illustrata, la “tragica storia dei Fori Romani” e dalle vetrate in plexiglas si possono ammirare i veri Monumenti del Foro, alcuni già trattenuti da almeno 8 “enormi” puntelli in ferro, perché stanno già per cadere, prima di quanto previsto… Dall’altro lato dello stretto corridoio una bella ringhiera in ferro impedisce ai romani e ai turisti di cadere giù dal marciapiede affollato e finire sotto le macchine! Tra non molto, però, questo speciale pubblico pagante potrà immergersi nelle viscere della terra, del Foro Romano, dove giacciono, ancora sepolte sotto il terreno di riporto, lì messo per la costruzione di Via dei Fori Imperiali negli anni ’30, le vestigia degli antichi padri e ne potranno riemergere a frotte, dalla Stazione di Via dei Fori Imperiali, soddisfatti , di essere riemersi verso la luce, proprio dentro il Foro o dalla Stazione Venezia, proprio al centro della Piazza! Non è tutto: potrebbero uscirne ancora più soddisfatti dall’aver ammirato nel Museo dei Fori, qualche “rimasuglio” di Reperto Archeologico, rimasto in vita, dopo lo scavo, messo in qualche teca di cristallo per farlo sembrare ancora “più vivo” e parte della nostra storia; per ora il Museo dei Fori è accantonato, ma, chissà, se avanzasse dal finanziamento (auspicato!) qualche milione di euro, potrebbe spuntare come l’Araba Fenice dalle sue stesse ceneri! C’è anche il pubblico, pagante: certo, il biglietto è un po’ caro, ma lo spettacolo sta per iniziare e ne vale la pena…I pupi siamo noi, manovrati da abili pupari, che mettono in scena la faraonica costruzione della Metro C, Tratta T3, in particolare, la più grande della mobilità in Italia. Si intravede un po’ di mania di grandezza, dall’Imperatore Costantino con la costruzione del Colosseo, il più grande della romanità al Sindaco Marino con la costruzione della Metro C nella tratta T3, ma si sa, tra Faraoni, Imperatori e Sindaci ci si intende! La stella cometa continua a sfavillare: la sua luce illumini e segni la giusta strada da percorrere!
Buon Natale e Buon Anno ai Fori Romani e a tutti noi!
Paola Giannone pgiannone9@gmail.com, http://pgiannone9.blogspot.com
mercoledì 18 dicembre 2013
COMUNICATO
STAMPA
Roma,
17/12/2013
LE
ASSOCIAZIONI AL CONSORZIO METRO C:
A OGNUNO COMPITI E RESPONSABILITA’. AGLI INTERESSI DELLA
COLLETTIVITA’ PENSINO GLI AMMINISTRATORI PUBBLICI
Le
associazioni e i comitati in calce, desiderano commentare nel
merito e nel metodo l’inedita e tambureggiante campagna
inserzionistica pro domo sua della Società Metro C apparsa
ieri, sulle pagine dei maggiori quotidiani della Capitale.
Posto che non spetterà di
certo a noi valutare i “gravissimi danni”, così come gli
illeciti che eventualmente saranno accertati nelle sedi competenti e
dagli organi preposti , non possiamo però non rilevare l’irritualità
del mezzo utilizzato, così come e d’altro canto, la
contraddittorietà di quanto è stato illustrato dalle aziende.
Appare innanzitutto paradossale che il Consorzio (fatte salve le
legittime richieste) da una parte, si erga a improvvisato e non
richiesto difensore d’ufficio della “collettività”, ma
dall’altra, non lesini nell’annunciare una generica chiamata a
responsabilità dell’Amministrazione comunale, che altro non è che
la stessa collettività che degli eventuali danni (alcuni già
evidenti oggi: la metro non c’è), sarà in futuro la principale
danneggiata. Paradosso nel paradosso, Metro C, “ami du
peuple” e probabilmente difensore d’ufficio anche
dell’erario, sembra dimenticare che già dal dicembre 2011 è stata
proprio la Corte dei Conti (delibera n.21/2011/G) a ridimensionare
l’intera opera (tratta T3 fino a San Giovanni), segnalando più
volte lo smisurato incremento dei costi. Tra le altre, segnalò il
protrarsi di un “rilevantissimo contenzioso fra
l’amministrazione e l’aggiudicatario, del tutto estraneo al
principio di leale collaborazione che dovrebbe essere alla base di
tale tipo di affidamento […]”. A turbare il sonno di molti,
ecco poi provenire dalla stessa Corte, l’Assessore al bilancio
Daniela Morgante. Negli interessi, questi si, della collettività,
l’Assessore ha recentemente rimproverato il Campidoglio per avere,
di fatto, delegato la questione della Metro C, il percorso della sua
realizzazione e i rapporti con il Consorzio Metro C, alla propria
municipalizzata, marginalizzando la presenza capitolina (unica
garanzia dell’interesse pubblico), a mera sorveglianza e
sovraintendenza ai lavori. Tra le altre, l’Atac ha più volte
dichiarato la sua inadeguatezza nella gestione della tratta in
oggetto.
Richiamiamo quindi
tutti i protagonisti della vicenda metro C al loro ruolo ma
continuiamo a ritenere con forza, che gli interessi della
collettività, della cittadinanza romana, non passino che dagli esiti
di libere e democratiche elezioni e dall’Amministrazione capitolina
che tali “interessi collettivi” esprime e tutela; certamente non
dai proclami ancorché legittimi, di interessati stakeholders
d’impresa.
Per info: 3397520737;
3293791374
C.A.L.M.A.
(Coordinamento Associazioni Lazio Mobilità Alternativa); PROGETTO
CELIO; ITALIANOSTRA ROMA; COORDINAMENTO SALVIAMO IL PAESAGGIO ROMA E
PROVINCIA; CARTEINREGOLA; CITTADINANZATTIVA LAZIO; MOBILITIAMOCI;
RESPIRO VERDE LEGALBERI; COMITATO SALUTE E AMBIENTE EUR; COMITATO SAN
GIOVANNI; COMITATO PORTA ASINARIA; IPPONIO VERDE; COMITATO PER IL
PROGETTO URBANO SAN LORENZO E LA SALVAGUARDIA DEL TERRITORIO;
ASSOCIAZIONE ABITANTI TUTELA E VALORIZZAZIONE CENTRO STORICO; AMATE
L’ARCHITETTURA; NOROMACAPITALEDEL CEMENTO; COMITATO PER LA
BELLEZZA; CONSIGLIO METROPOLITANO DI ROMA; ASSOCIAZIONE DIRITTI DEI
PEDONI; COMITATO NO-CORRIDOIO ROMA-LATINA PER LA METROPOLITANA
LEGGERA; COMITATO ABITARE PONTE MILVIO; ASSOCIAZIONE RESIDENTI CAMPO
MARZIO; COMITATO DI QUARTIERE NUOVA TOR BELLA MONACA; UTP
(Associazione Utenti Trasporto Pubblico); ASSOCIAZIONE
VIVIAMOVITINIA; SCUP (Sport e Cultura popolare); AEDUCA; ACU (ass.ne
consumatori utenti); COMITATO PIAZZA VITTORIO PARTECIPATA;AMUSE;ROMA
NUOVO SECOLO; ASSOCIAZIONE DI QUARTIERE COLLINA DELLA PACE
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