venerdì 11 marzo 2016

Perché votare SÌ al Referendum "no triv" del 17 aprile 2016.

Perché votare SÌ al Referendum "no triv".
L'estrazione del petrolio ha tre fasi: la prima con la fuoriuscita spontanea del greggio dopo la perforazione, la seconda con l'immissione di acqua per spingere la fuoriuscita del greggio e la terza con l'immissione di olio per spingere la fuoriuscita del greggio. C'è, poi, il fracking, che è la tecnica di frantumazione della roccia per l'estrazione. Il SÌ al Referendum farà sì impedisca lo sfruttamento degli impianti esistenti una volta scadute le concessioni proprio per trivellare la roccia con il fracking. Queste sono le mie motivazioni, espresse su The Economist: "Solar Energia Debates" - Can the solar energy save the word? (11/82) 06/11/2013 The Economist: "Solar Energy Debates" - Can the solar energy save the world? 06/11/2013 Pubblicato su: The Economist: "Solar Energy Debates": ecco il mio commento! (11/82) Paola Giannone wrote: Dear Sir, IN FAVOUR OF SOLAR ENERGY IN THE DEBATES. The sun's energy is clean, renewable and exhaustible. It can also be used when diluted and not constant over all the earth: it is necessary exposure for at least eight hours a day to capture it with photovoltaic panels, made up of modules of photovoltaic cells, which is the technology to produce electricity directly from the sun (PV panels can be mounted on roofs and facades of buildings) or through photovoltaic panels for power plants up to 10 MW. anhydride reduces emissions of carbon dioxide, CO2, sulfur dioxide, SO2, nitrogen monoxide, NO, nitrogen dioxide NO2, sulfuric acid H2SO4, etc. .. Makes independent countries on imported fossil fuels, but require large territories to implant large solar power plants and the cost of PV systems is still very high, although there are incentives for their assembly. Germany is willing to bear the costs of distribution of solar cells in a much larger number of purely economic calculation: the reason for doing so is to combat climate change. AGAINST SHALE-FRACKING GAS IN THE DEBATES. For Fracking is the alarm of scientists: "Causes earthquakes also greater than 5 °." "Science" was published three articles by American geologists, who demonstrate a correlation between the activities of fracking, hydraulic fracturing of the rock with injections of powerful injection of wastewater into the ground, even in the techniques used for geothermal energy, previously fractured, for allow the gas to rise to the surface for the extraction of natural gas and earthquakes occurred in the vicinity of drilling, from the 3rd to the 5th or even more. Not to mention that the land covered by these techniques may be more sensitive to the consequences of violent earthquakes in other parts of the world, whose seismic waves could produce disastrous repercussions. Arch Paola Giannone, Tecnology's teacher, Rome, Italy. http://www.abb-conversations.com/2013/11/the-economists-solar-debate-shows-the-world-is-starting-to-see-the-light/ http://www.thegwpf.com/economist-debate-solar-energy-save-world/ Caro Signore, A FAVORE DI ENERGIA SOLARE nei dibattiti. L'energia del sole è pulita, rinnovabile ed esauribile. Può essere utilizzata anche quando è minima e non costante su tutta la terra: è necessaria l'esposizione per almeno otto ore al giorno per catturarla con pannelli fotovoltaici, costituiti di moduli di celle fotovoltaiche, che è la tecnologia per produrre elettricità direttamente dal sole (i pannelli fotovoltaici possono essere montati su tetti e facciate di edifici) o tramite pannelli fotovoltaici per impianti di potenza fino a 10 MW. L'anidride riduce le emissioni di anidride carbonica, CO2, l'anidride solforosa, SO2, monossido di azoto, NO, il biossido di azoto NO2, H2SO4 acido solforico, etc.. Rende i Paesi indipendenti dai combustibili fossili importati, ma si richiedono grandi territori per impiantare grandi impianti di energia solare e il costo dei sistemi fotovoltaici è ancora molto alto, anche se ci sono incentivi per il loro assemblaggio. La Germania è disposta a sostenere i costi di distribuzione delle celle solari in un numero molto maggiore per un calcolo puramente economico: la ragione per farlo è quella di combattere il cambiamento climatico. CONTRO lo shale gas - fracking nei dibattiti. Per il Fracking c'è l'allarme degli scienziati: "Causa terremoti anche maggiori di 5°". Su "Scienze" sono stati pubblicati tre articoli di geologi americani , che dimostrano una correlazione tra le attività di fracking e la fratturazione idraulica della roccia con iniezioni di potenti immissioni di acque reflue nel terreno, utilizzate anche nelle tecniche per l'energia geotermica, precedentemente fratturato, per permettere al gas di raggiungere la superficie per l'estrazione di gas naturale e si sono verificati terremoti in prossimità della perforazioni, dal 3° al 5° o anche di più. Senza contare che la terra coperta da queste tecniche può essere più sensibile alle conseguenze dei terremoti violenti in altre parti del mondo, le cui onde sismiche potrebbero produrre ripercussioni disastrose. Arch. Paola Giannone, docente di Tecnologia, Roma, Italia

domenica 17 gennaio 2016

METRO C/T3 COLOSSEO AREA NORD-OVEST SPERONE STERN

METRO C/T3 COLOSSEO AREA NORD-OVEST SPERONE STERN
Continuano i lavori della Metro C nella Tratta T3, nonostante la chiusura dei cantieri da parte del Consorzio Metro C per il mancato pagamento di 200 milioni di euro da parte di Roma Metropolitane. In particolare, è stato aperto il cantiere e si è iniziato a “lavorare” nell’area Stern del Colosseo, nel 1807 interessata dalla costruzione dello sperone, perché oggetto di cedimenti differenziali e di crolli. Dopo il terremoto che colpì Roma nel 1806 l’architetto Raffaele Stern fu incaricato di porre rimedio ai danni subiti dal monumento e di consolidare l’anello esterno ormai pericolante. Il grande sperone in mattoni bloccò la caduta degli antichi conci, ma solo in parte. L’’area dello “sperone Stern” è stata oggetto di indagine a seguito del rinvenimento, scoperto nel 2011, di una fenditura di circa 40 centimetri nella platea di fondazione, alta circa 13 metri, che ha determinato un cedimento differenziale della parte sud – ovest rispetto alla parte nord – ovest della fondazione stessa determinando anche un dislivello del “piano d’imposta” delle arcate, appunto di circa 40 centimetri. Per dirla in breve: il Colosseo “pende” come la Torre di Pisa! Sotto e accanto alla Torre di Pisa, “messa in sicurezza”, però, non si è subito fatta passare una Metropolitana, invece, sotto e immediatamente accanto, a 10 metri, dal Colosseo si intende far passare nel lato nord - ovest nelle foto le gallerie e il “pozzo” della Metro C nella Tratta T3, oltre a quelle del lato sud - est della Metro B. Nel 1821 e fino al 1858 Valadier intervenne sulla parte opposta, quella sud - est del Colosseo per il consolidamento della parte terminale dell’anello esterno, non più contraffortato. La soluzione fu quella di “reficere” o ristabilire e reinterpretare i caratteri architettonici del monumento. Valadier non realizzò un semplice “sperone” come Stern, ma eresse nuove arcate, rispettando la sovrapposizione degli ordini e i ritmi di pieni e vuoti del monumento. Cambiò i materiali (mattoni scialbato e non travertino o marmo. Le cadute di frammenti di marmo e mattoni dal terremoto del 6 aprile 2009 e continuati nel 2011, 2011, 2012, 2013 hanno reso necessario e urgenti gli interventi restauro, ancora in corso.

Così il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici si era pronunciato lo scorso 18 dicembre 2009: "Sono possibili cedimenti differenziati dei terreni fortemente disomogenei con possibili rischi idrogeologici per l'estrema difficoltà a prevedere e controllare i comportamenti dei terreni". • Vista la: ° Previsione di un nuovo pozzo a meno di 10 metri dal Colosseo per il collegamento in galleria tra la fermata Fori Imperiali e la attuale stazione della Linea B;...Italia Nostra, Lettera al Sindaco di Roma, Ignazio Marino, 24 ottobre 2013).
• Visto: ° Come è strutturato l’accordo attuativo del 9 settembre 2013, nel caso di un lungo fermo dei lavori per cause non imputabili al Contraente Generale (imprevisto tecnico, archeologia ecc.), si potrebbe arrivare al paradosso di finire i soldi senza neppure iniziare i lavori. Il rischio degli accadimenti (che alla luce “dell’esperienza pregressa” e in particolare per la T3 e ancora di più per Piazza Venezia) è elevatissimo. Riteniamo che non si debbano abbattere i contratti per via giuridica ma, solo ed esclusivamente, per via tecnica, sulla base di scelte oculate e profondamente ponderate che possono essere verificate proprio e solo con una nuova V.I.A….(Italia Nostra, Lettera al Sindaco di Roma, Ignazio Marino, 24 ottobre 2013).
Tanto più per i possibili rischi di crolli per l'Anfiteatro Flavio, vista la risposta di ROMA METROPOLITANE S.P.A. alla lettera di Italia Nostra, non si può che concludere per l’”input”, immediato, dello “stop end” a San Giovanni non solo con la rescissione del contratto per via giuridica, ma per “impellenti possibili e ben più gravi rischi” dovuti a “cause tecniche”!
Per questi motivi, in primis, ma ce ne sono molti altri, non si può non concludere che deve essere rivisto il Progetto della Metro C nella Tratta T3, che deve essere realizzato, prima di tutto nel rispetto dei cittadini e delle Associazioni, a cui le Istituzioni devono dare risposte certe e garanzie sicure di rispetto di tutela dei diritti, disposti dalla Costituzione e dalle leggi, sempre.

domenica 27 dicembre 2015

Come si Tronca Roma di Lirio Abbate, L'Espresso 23 dicembre 2015.

Ah, già la “zona grigia”… tra Ncd e PD per il rinvio del voto!
L’incarico conferito al Commissario Straordinario di Roma Capitale, Francesco Paolo Tronca, è un mandato a termine fino al voto di primavera… ma di quale anno prossimo venturo? Il 2016, 2017, 2018… “in tandem” con le elezioni politiche nazionali? Chissà, ma auguriamoci proprio di no, per tutti noi e per Roma, che aspettiamo risposte urgenti alle domande di vivibilità, finora non pervenute.
La Proposta di legge del PD per la città metropolitana, che accorperebbe la “gestione amministrativa” di Roma Capitale con quella della Città Metropolitana, cioè di tutta la Provincia di Roma, va nella direzione opposta della non più rinviabile serie di Delibere, necessarie, prima di tutto per il Piano di rientro del “deficit” di Roma Capitale, che ha le casse in profondo rosso, e sarebbe un grande errore strategico in questo momento nel quale è necessario entrare nel dettaglio e risolvere i problemi di Roma, senza più attendere e non allargando il campo, andando dal particolare al generale, perché la fattibilità delle azioni da mettere in campo parte dagli “obiettivi raggiunti”, per migliorarli e cambiarli e non da quelli “raggiungibili”, di là da venire.
Fino a quando può durare l’ordinaria Amministrazione di un Commissario Prefettizio e quali sono i Provvedimenti che può prendere?
Nell’Ordinanza Amministrazione della Gestione Commissariale la “democrazia” è sospesa, perché “non si può deliberare nessuna nuova voce di spesa nè varare alcun Provvedimento in Aula Giulio Cesare” come la costruzione dello Stadio (per il quale deve essere fatta la V.I.A, Valutazione di Impatto Ambientale, dalla Regione Lazio, prima di poterne anche solo parlare!) o l’attuazione del Piano della Mobilità, L’NPGTU, approvato nel 2014, o, per esempio, un diverso Piano di destinazione dei fondi, provenienti dalla bigliettazione del Colosseo e dei Fori Romani, primi Siti Archeologici ad essere visitati in Italia, con un incasso nel 2015 di 55 milioni di euro, che per il 90% finiscono nelle “mani dei privati”, e che contribuirebbe al risanamento delle disastrate casse di Roma Capitale, di concerto con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.
L’ordinaria Amministrazione della Gestione Commissariale non consente di intervenire sulle Grandi Opere Infrastrutturali, come la Metro C, che, prima di tutto deve essere fermata a San Giovanni, vero “pozzo senza fondo” della spesa Capitolina e che, subito, deve essere connessa a Pigneto con la Fr1 e con la Fr3 per dare un pò di respiro all’affannato trasporto pubblico, in attesa, che non può essere più troppo lunga, della chiusura dell’anello ferroviario e dell’interconnessione modale dei Sistemi di Trasporto.
Questi sono solo alcuni dei motivi perché si torni subito a deliberare in Aula Giulio Cesare con un Governo a 5 Stelle! Paola Giannone - See more at: http://www.romafaschifo.com/2015/12/come-tronca-sta-stroncando-roma.html#sthash.uW6C2PKZ.LDpxLTNM.dpuf

martedì 13 ottobre 2015

Meetup Mobilità Roma e dintorni: Cittadini in Movimento. Metro C/T3: costi/benefici, V.I.A., tutela dei Beni Culturali.

Volete dire la vostra sulla Metro C, Tratta T3?
Vi aspettiamo domani, 14 ottobre 2015, dalle 19,00 alle 22,00, direttamente sul Meetup Mobilità Roma e dintorni: Cittadini in Movimento. Parliamo di Metro C, Tratta T3: costi/benefici, V.I.A., tutela dei Beni Culturali.
Questo è il link:

http://www.meetup.com/it/Meetup-Mobilita-Roma-e-dintorni-Cittadini-in-Movimento/events/226013951/?eventId=226013951

domenica 16 agosto 2015

"Metro C, quel dubbio amletico dello stop a San Giovanni" di Maurizio Ceccaioni.

Al seguente link potete leggere l'articolo: "Metro C, quel dubbio amletico dello stop a San Giovanni del giornalista Maurizio Ceccaioni.

http://www.di-roma.com/index.php/2011-07-25-15-57-21/1133-metro-c-quel-dubbio-dello-stop-a-san-giovanni

Questo è il mio commento. L'articolo scritto dal giornalista Maurizio Ceccaioni è bellissimo e pone una domanda intrigante al neo Assessore alla Mobilità, Senatore Stefano Esposito: "Fermarsi o non fermarsi a San Giovanni?". La risposta arriva, inequivoca, dopo aver preso in considerazione numerosi argomenti, che costituiscono vere e proprie criticità, oggetto anche della Delibera n. 51/2015 del Dott. Raffaele Cantone, Presidente dell'Autorità Nazionale Anticorruzione, inviata anche alla Corte dei Conti, per gli evidenti rilievi contabili, riscontrati nell'esecuzione dei lavori della Metro C, e che proprio nei primi due punti della Delibera individua "...nell'operato della Stazione Appaltante la non coerenza con i principi di trasparenza e di efficienza in un progetto, messo a gara con indagini preventive carenti, senza tener in debito conto i Pareri espressi dalla Soprintendenza, essendo state rimesse al Contraente Generale le attività di progettazione delle indagini archeologiche e la loro esecuzione contestuale all'esecuzione delle opere (stazioni, pozzi)...", che, di fatto, hanno determinato il mancato rispetto dell'art. 9 dei Principi Fondamentali della Costituzione, delle leggi di tutela dei Beni Culturali e dei Decreti di Vincolo con danni di incalcolabile valore ai Monumenti dell'Area Archeologica Centrale, Patrimonio Mondiale dell'Umanità, che dovranno essere risarciti e con possibili ulteriori danni anche ambientali, se i lavori dovessero proseguire oltre San Giovanni, ma dei quali è bene fermare il prosieguo con questo progetto.

Le "progettazioni approssimative" si riferiscono alla Legge Obiettivo, la l. 443/01, che non ha nel suo DNA il recepimento delle Direttive Europee in materia di appalti e concessioni, perchè è proprio allungando i tempi che si aumentano i costi delle opere e qui è saltato il rapporto costi/benefici e il debito pubblico è salito alle stelle. I costi sono aumentati del triplo rispetto al progetto iniziale, che ha proseguito il suo cammino, incontrastato dalle diverse Giunte, che si sono susseguite e che ha portato all'attuale flop il Bilancio Comunale. La scelta della tecnica della "metro pesante" al posto di quella "leggera", il non aver correttamente valutato che la Metro C non potrà mai avere 48.000 passeggeri/ora sulla Tratta, e, giammai, nella Tratta T3, non avrebbero mai dovuto avere seguito con la costruzione dell'opera infrastrutturale, secondo la vigente normativa.

A questo punto, anche nell'imminenza dell'apertura dell'Anno Santo, solo una "revisione del progetto", che fermi la Linea C a San Giovanni, può essere risolutiva di un nodo troppo intricato da sciogliere senza creare ulteriori danni anche economici, di rilevante entità, per i cittadini e Maurizio Ceccaioni riferisce che è stata proposta all'Assessore Esposito una "exit strategy", che sarebbe risolutiva dei problemi, che attanagliano la Stazione San Giovanni. Il Presidente di ROMA METROPOLITANE SRL, Dott. Paolo Omodeo Salè, ha dichiarato, infatti, che "sarebbero necessari pesanti lavori di adeguamento della Metro A nella vecchia Stazione San Giovanni" per il nodo di scambio con la Metro C, derivati, prima di tutto, dal Comunicato del 13 febbraio 2014, che li condiziona ad un Decreto Ministeriale con nuove regole tecniche di prevenzione incendi nelle metropolitane, che al momento ancora non ha visto la luce, per garantire l'esercizio "in sicurezza", quindi, "conditio sine qua non" fino alla nuova normativa dei VV. F..

La vera novità, riportata nell'articolo, è quella che si propone all'Assessore Esposito di chiedere un parere tecnico anche ai VV.F. sulla proposta di un interscambio tra la Metro C e l'anello ferroviario urbano per ridurre i flussi in arrivo a San Giovanni e permettere alla Linea A di non collassare e quella di trovare un accordo Comune /Rfi per la chiusura dell'anello ferroviario di Roma tra Vigna Clara e Nomentano per costruire subito almeno il collegamento tra la Stazione Tuscolana o Tiburtina della Linea A con la Stazione Pigneto della Linea C, tenendo conto che mentre per il non "necessario adeguamento" (ma facciamolo, comunque, verificare ai VV.F) della Metro A i soldi non ci sono, per l'interscambio tra la Metro C e l'Anello Ferroviario Urbano i soldi ci sono, essendo stato già finanziato (si vedano i link).

Si deve anche rafforzare la Roma-Lido e la Linea Montebello-Viterbo, perchè non v'è dubbio alcuno che il traffico in centro-città diminuisce se si interviene sulla fascia esterna al centro stesso, inserendo ogni intervento in una programmazione d'insieme della mobilità, come, certamente, sarebbe proposto dal Prof. Tamburrino, ingegnere, esperto di ferrovie e mobilità, con un parere, che sarebbe determinante per mettere in campo tutte le forze necessarie nel brevissimo periodo, al fine di non disperdere energie, cioè soldi e tempo, preziosi, perchè pochi, anzi pochissimi.

Le buone intenzioni si verificano alla prova dei fatti e l'Assessore Esposito ha dimostrato di avere l'intenzione di risolvere il problema della Metro C nella Tratta T3, i cittadini aspettano i fatti!

Paola Giannone

http://www.romatoday.it/fl1-fermata-pigneto-circonvallazione-casilina.html

https://www.pianomobilitalazio.it/ilpiano/interventi/fr1-fr4-fr6-nodo-di-pigneto/

domenica 14 giugno 2015

METRO C E DEMOLIZIONE VIA ALESSANDRINA, OVVERO, MOBILITA’ SOSTENIBILE NEL CENTRO STORICO O... NO?...

METRO C E DEMOLIZIONE VIA ALESSANDRINA, OVVERO, MOBILITA’ SOSTENIBILE NEL CENTRO STORICO O... NO?...

IL CRONOPROGRAMMA E’ PERFETTO, DISPOSTO NEI MINIMI PARTICOLARI, IN FUNZIONE DELLA METRO C CON LA DEMOLIZIONE DELLA VIA ALESSANDRINA!!!

Circa due mesi fa notai che sulla Via Alessandrina, dal lato di Piazza Venezia, stavano rimuovendo i sampietrini. Hai, pensai, ci siamo! Non mi sbagliavo. Era il primo segno del “work in progress” verso Piazza Venezia della Metro C, che veleggiava “in mente dei”, ma non solo, appunto, verso Piazza Venezia, anche se la Stazione Venezia è stata cancellata dall’Atto Attuativo del 9 settembre 2013 da ROMA METROPOLITANE SRL!

http://www.romametropolitane.it/stampa/PDF%20Comunicati%20stampa/Atto%20attuativo%209Settembre2013.pdf

Oggi prendo atto, come mostrano le foto, che i lavori proseguono con i rilievi geognostici!... SCAVO ARCHEOLOGICO, per carità, solo a mani nude, spatola e pennello in vicinanza dei reperti archeologici, rinvenuti… E, allora, cosa sarà mai quel “grosso carotatore” sulla Via Alessandrina, proprio sotto il cartello, che ne indica il nome?

Il MiBACT e ROMA CAPITALE, come dire il Ministro Franceschini e il Sindaco Marino, solo con il benestare della Commissione Paritetica vogliono DEMOLIRE LA VIA ALESSANDRINA, in zona protetta da Vincolo, come è chiaramente scritto nella Relazione, senza aver potuto a tutt’oggi eliminare I TRE VINCOLI ARCHEOLOGICI EAMBIENTALI, che vietano lo “ius aedificandi”!

Ricordo anche l’articolo del giornalista Paolo Berdini su: Il Fatto Quotidiano: http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/05/fori-imperiali-cera-volta-progetto-demolire-via/1315161/

…”4.2.1.2. Via Alessandrina, Via Bonella, Via Baccina e altri collegamenti trasversali La via Alessandrina, recentemente riaperta al pubblico, costituisce la sola testimonianza superstite dell’esteso quartiere che, a partire dal XVI secolo, si formò nell’area dei Fori Imperiali, e fu poi completamente distrutto negli anni Trenta per l’apertura di Via dell’Impero, ora Via dei Fori Imperiali. Al momento essa rappresenta una sorta di viadotto, posto tra vuoti (essendo stati eliminati gli edifici che la costeggiavano) oltre che un ostacolo alla comprensione dell’area dei Fori Imperiali. Peraltro, essa determina due modi diversi di vedere gli scavi: la parte risistemata da Gismondi e la parte residua che ha conosciuto circa vent’anni fa solo alcune delle opere strettamente necessarie per la messa in sicurezza delle scarpate, caratterizzate da una scarsa qualità rispetto all’intero complesso dei Fori imperiali. La rimozione di un tratto della via Alessandrina, cogliendo l’opportunità degli scavi previsti con fondi del Governo dell’Azerbaigian (da integrare con altri fondi se non sufficienti), permetterà la riunificazione di un ampio settore del Foro di 1 A tale proposito il prof. A. La Regina esprime il proprio dissenso ritenendo che la conservazione del ‘segno’ della strada moderna risponda a forme di malinteso storicismo. Il prof. La Regina ritiene, altresì, che l’enunciato, pienamente condivisibile, di non considerare l’area monumentale archeologica un comparto separato dal resto della città appaia in contraddizione con l’ipotesi di conservare un asse di scorrimento veloce attraverso i Fori imperiali ad un livello diverso da quello di età antica e medievale. Il proposito di restituire funzionalità urbana agli spazi monumentali comporterebbe invece la creazione di percorsi carrabili, anche se meno lineari e meno livellati, alle quote antiche. Questo sarebbe certamente possibile anche al fine di consentire il transito di mezzi pubblici nella misura ridotta già proposta per la via dei Fori imperiali, con sistemazioni più accorte ma non sostanzialmente diverse da quelle esistenti nelle aree del Colosseo, dell’Arco di Costantino e di altri monumenti. Ritiene, infine, ancora valida la proposta architettonica, secondo il suo parere, più interessante formulata nella seconda metà del Novecento per la zona monumentale antica di Roma, e forse per tutta la città: il progetto Benevolo-Scoppola (1988) per il ripristino di un volume funzionale nel vuoto creato con lo sbancamento della Velia al fine di restituire continuità tra la Villa Rivaldi e la Basilica di Massenzio. 17 Traiano. Per tali motivi, la Commissione, accogliendo quanto già proposto nelle Linee Guida 2008, ritiene opportuna la rimozione della via, ma, al tempo stesso, sottolinea la necessità di predisporre un progetto organico, non limitato solo all’eliminazione di un tratto, con la realizzazione di una passerella, ma dell’intero tracciato. Infatti, una volta ricostituiti nella loro integrità gli spazi dei Fori, sarà possibile consentire la continuità fra Mercati Traianei, Foro di Traiano, Foro di Augusto, Foro di Nerva e sfruttare i collegamenti con il quartiere Monti, rispristinando il percorso dell’Argileto dal Foro di Nerva.”.

Relazione finale: Commissione paritetica MiBACT-Roma Capitale per l’elaborazione di uno studio per un Piano strategico per la sistemazione e lo sviluppo dell’Area Archeologica Centrale di Roma

http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Comunicati/visualizza_asset.html_1842016686.html

venerdì 29 maggio 2015

Legge 22 maggio 2015 n. 68 Disposizioni in materia di delitti contro l'ambiente. Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 28-5-2015, Serie Generale n. 122

Si riaccende la speranza di riuscire a tutelare il Patrimonio Culturale dei Fori Romani e del Colosseo a rischio per i lavori della Metro C nella Tratta T3!

Legge 22 maggio 2015 n. 68

Disposizioni in materia di delitti contro l'ambiente.

Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 28-5-2015, Serie Generale n. 122

Art. 318 - bis (Ambito di applicazione)

Le disposizioni della presente parte si applicano alle ipotesi contravvenzionali in materia ambientale previste dal presente decreto che non hanno cagionato danno o pericolo concreto e attuale di danno alle risorse ambientali, urbanistiche o paesaggistiche protette.